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Paraculismo for dummies

Nicolò Calabro

Credo di essere una persona estremamente  tranquilla… non sono mai l’amico del gruppo crea polemiche o fa sparate tanto per farsi notare, anzi tento sempre di conciliare pareri ed opinioni diversi…ma oggi non ce la faccio più a mantenere la calma e ve lo voglio sommessamente gridare: MI SONO ROTTO I COGLIONI.

E perché direte voi? Per cose come queste…

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Repubblica e SEL, due facce diverse della sinistra italiana che oggi più di ieri dimostra come una delle sue caratteristiche distintive sia l’IPOCRISIA.

“Abolire la Bossi-Fini”. Ottima idea. Sono d’accordo pure io, ma aspetta solo un attimo…

Ah si c’era quella inutile raccolta firme sui referendum  proprio per la sua abrogazione. Vendola aveva promesso migliaia di firme…beh i risultati li potete vedere nella foto qua sotto.

Immagine 2

Grazie al non contributo determinante della sinistra italiana (si PD, sto parlando anche e soprattutto con te) i cittadini italiani non potranno esprimersi su temi quali : 8 per mille, divorzio breve, abolizione finanziamento pubblico ai partiti, droghe e guarda caso proprio immigrazione.

Le colpe sono anche vostre. Quindi la prossima volta che state per scrivere un articolo roboante  o un comunicato su come, quando sarete al governo, cambierete le cose, abbiate la decenza di aspettare  un attimo. Quindi guardatevi allo specchio e dite “si, ho la faccia come il culo”.

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600 Milioni in Spunte Automatiche

Sapete una cosa che quando mi succede mi rode da morire? Quando mi iscrivo su un sito internet, vado via veloce nei diversi step e non mi accorgo che la casellina con scritto “Vuoi che da oggi in poi ti smaroniamo senza pietà con le nostre offerte che non ti interesseranno quasi mai perché ti sei iscritto per fare un unico acquisto e poi dimenticarci per sempre?” è già spuntata in automatico sul Si.

Mi fa incazzare che voi neanche lo potete immaginare.

Quando me ne accorgo è tipicamente troppo tardi. Cerco un modo per rimediare, ma è quasi sempre un’impresa impossibile. Cerco in ogni dove il tasto “Smettetela di smaronarmi” ma non lo trovo da nessuna parte. Al massimo trovo altri tasti “Dai, ti prego, smaronami ancora di più che così non mi basta”. Che però evidentemente non fanno al caso mio.

Mi viene un’irritazione superficiale della cute per quanto mi rode. Perché la interpreto come un’intrusione grave nella mia autonomia di scegliere cosa fare con una risorsa molto scarsa, il mio tempo, la mia attenzione.

Più scarsa di quelle, al momento, nella mia vita ci sono solo i soldi.

Per questo l’unica cosa che mi farebbe girare le palle ancora di più sarebbe una spunta automatica sulla casella “Scelgo di donarti una parte del mio reddito”.
Scommetto che farebbe imbestialire anche voi. D’altronde, come darvi torto?

Rallegratevi dunque! Perché se la statistica descrittiva non mi inganna, e a volte lo fa, uno su due tra voi che state leggendo ogni anno è vittima della più grande di tutte le spunte automatiche che sia mai stata concepita: l’8 per mille alle confessioni religiose.

Non stiamo parlando di anticlericalismo spiccio, non stiamo dicendo che i preti sono tutti pedofili, che la chiesa non paghi l’IMU o che ci da fastidio che le cattedrali siano piene d’oro che potremmo fondere per eliminare la fame nel mondo (che idea geniale).  Stiamo parlando di una truffarella da morti di fame che non ha motivo di esistere. Stiamo parlando della libertà di ognuno di destinare questi due soldi (600 Milioni di Euro l’anno) dove gli pare.

Te ne freghi di assegnare una destinazione precisa? Allora io giro la grana alla Chiesa Cattolica (al 90%, per quelli già col ditino alzato). Ripicche tipiche delle fidanzate rompicoglioni e dello stato Italiano. Due cose di cui si potrebbe serenamente fare a meno.

Tutto questo per dirvi che la prossima volta che dobbiamo scegliere, non ci costa davvero nulla prendere una decisione un minimo consapevole, magari dandoglieli lo stesso i soldi al buon Papa Francesco (che poi boh, magari li usa tutti in ricariche telefoniche). Però, se volessimo proprio essere certi che in caso di dimenticanza quel denaro finisca dove è più ovvio che finisca, ossia nelle casse dello stato, ci converrebbe uscire di casa e andare a firmare per i 12 Referendum.  

Si può ancora, per poco, ma si può ancora.

Legalize the Premier.

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I timori più comuni di un elettore del PD che firma i 12 Referendum a un banchetto del PDL

Diciamocelo, l’elettore del PD è una persona di qualità. Uno attento ai contenuti, alle battaglie di civiltà. Quelle vere però, come la gestione pubblica (e disastrosamente inefficiente) dell’acqua, l’introduzione della Service Tax o l’assorbimento dei precari nella pubblica amministrazione.

Di tanto in tanto però si dedicano, residualmente, anche a questioni di secondo piano, come ad esempio la disciplina dell’immigrazione, la riforma della giustizia o il tema dell’eutanasia. Lo fanno sempre e comunque con quell’attenzione al contenuto che da sempre li contraddistingue, stando molto attenti ,dunque, ai particolari che contano, come andare a firmare al banchetto giusto, col tempismo adatto.

Chi ha firmato prima che lo facesse Berlusconi si è mosso bene. A quel tempo i referendum avevano sicuramente una carica riformatrice notevolissima. Dopo l’adesione del Cavaliere, bisogna dirlo in tutta onestà, non sono più la stessa cosa. Persino io ho riletto i quesiti ed in effetti… qualcosa è cambiato, indubbiamente.
Sono più… sciatti, più populisti, più di destra, di chiara influenza neo-liberista oserei dire.

C’è poi la questione del banchetto. L’elettore avveduto del PD sa perfettamente che i Radicali sono dei sovversivi, dunque fa già un po’ fatica a recarsi ai loro tavoli. Quando lo fa, cerca comunque di sbrigarsela alla svelta, senza scambiare troppe parole, che magari potrebbe sembrare quasi che ci sia una certa affinità politica con quelli lì.

“Enrichetto non parlare con quei signori là mentre la mamma firma, mi raccomando, che se poi lo viene a sapere il segretario si mette a piangere e noi non vogliamo far piangere il segretario, vero Enrichetto?” “No mamma, non vogliamo”.

Bravo Enrichetto, così piccolo e già sulla buona strada.

Quelli del PDL però sono dei delinquenti per indole. I referendum ai loro banchetti di norma non bisognerebbe firmarli, salvo naturalmente casi del tutto eccezionali. Casi però non del tutto esenti da gravi controindicazioni.

Abbiamo svolto un sondaggio su un campione consistente di elettori del PD costretti, per cause di forza maggiore, a firmare ad un gazebo del PDL. Raccogliamo di seguito i loro timori più comuni, espressi pochi istanti prima dell’adesione:

  • adesso comincerò a parcheggiare nei posti dei diversamente abili (handicappati NDR)
  • mi verrà voglia di fare orgie con Previti e decine di escort
  • comincerò ad evadere le tasse
  • mi comprerò un paio di Hogan
  • andrò in vacanza a Favignana e Porto Cervo
  • rimpiangerò la chiusura del Billionaire
  • comincerò a comprare prodotti delle multinazionali kattive
  • comincerò a frequentare i night club
  • diventerò del Milan
  • inizierò a rinnegare il comunismo
  • sarò attratto dalle ragazze minorenni
  • inizierò ad odiare i magistrati senza motivo
  • guarderò le repliche del TG 4 del 2006 a cena con i miei figli
  • inizierò a farmi di cocaina
  • inizierò a farmi la Minetti
  • manderò i miei figli in una scuola privata
  • smetterò di cantare “Bella Ciao” ai matrimoni
  • inizierò a corrompere irrefrenabilmente pubblici ufficiali
  • inizieranno a piacermi i Reality Show con Sergio Muniz e le figone
  • comprerò “Libero” in edicola la mattina
  • mi leggerò la biografia di Briatore
  • acquisterò un SUV
  • comincerò a buttare le bucce di banana nella generica invece che nell’umido
  • inizierò ad odiare gli immigrati, i neri, gli omosessuali, Saviano e Fabio Fazio
  • mi comprerò la raccolta completa dei film di Boldi e De Sica, anche quelli dopo la separazione
  • comprerò prodotti equo-solidali per darli da mangiare al mio yorkshire
  • comincerò a disprezzare i poveri
  • realizzerò che Umberto Eco è un rincoglionito

Capite bene da voi che, essendo di tale gravità le possibili conseguenze, un sostegno esplicito del PD a favore dei 12 referendum era da escludersi. Mai e poi mai avrebbero potuto mettere così a repentaglio l’incolumità intellettuale della propria base.

Quindi smettiamola di essere così duri col PD. Al posto loro, avremmo fatto esattamente la stessa cosa.

Prey for peace.

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Per conoscere la civiltà del tuo paese devi visitare le sue carceri

Francesco Saverio Salonia

Sul territorio Italiano esistono 225 istituti detentivi, il 34% dei quali risale a prima del 1889.Le carceri Italiane ad oggi hanno una capienza regolamentare di 45.647 detenuti. In situazioni di estrema necessità questa capienza può essere portata, con tutti gli accorgimenti del caso, fino ad un limite massimo di 63.623 posti.Stanotte dormiranno in carcere sul territorio Italiano circa 68.000 detenuti, il 50% in più rispetto alla capienza regolamentare.Tuttavia questa non è una situazione di disagio temporanea verificatasi nell’arco degli ultimi mesi, né si prevede che venga a cessare in un orizzonte di tempo prossimo alla data odierna.A partire dal 1993 il numero dei carcerati ha sfondato la soglia dei 50.000, per non ridiscendere più sotto a tale livello, escludendo una breve parentesi di cui avremo modo di trattare.Si tratta dunque di una situazione cronica di sovraffollamento, alla quale per 20 anni non è stata prestata attenzione, all’indirizzo della quale per 20 anni non sono stati avanzati provvedimenti risolutivi.

Sul totale della popolazione carceraria, il 41,9% dei detenuti non ha una sentenza definitiva a carico. Il 21% è addirittura in attesa della sentenza di primo grado. Questo significa che più di 27.000 persone sono detenute in carcere senza che sia ancora stata accertata la loro definitiva colpevolezza.In Germania, Francia e Inghilterra i non condannati sono rispettivamente il 17%, il 25% e il 18% del totale dei detenuti.Questo raffronto non può che denotare un abuso sconsiderato delle misure di carcerazione preventiva da parte della nostra magistratura, tanto più scellerata ad agire in questa maniera visto e considerato l’attuale stato di sovraffollamento degli istituti.In Europa gli unici paesi che utilizzano la custodia cautelare con più disinvoltura dell’Italia sono la Turchia, l’Olanda, Malta, il Liechtenstein ed il Principato di Monaco.

In Italia solo il 20,9% dei detenuti ha un lavoro. In Germania la totalità dei detenuti lavora.Di quel 20,9%, la stragrande maggioranza lavora alle dipendenze dell’amministrazione carceraria, questo significa che una volta scontata la pena, perderanno il lavoro e verranno reinseriti nella società da disoccupati oltre che da pregiudicati.Una volta usciti dal carcere, il 68% degli ex-detenuti ricommettono un reato e vi ritornano.Forse sono incorreggibili o forse il quadro descritto fino ad ora è un terreno del tutto inadatto sul quale svolgere quel processo di rieducazione sancito nella Costituzione.

 Sul totale dei detenuti, il 36% è straniero, le donne sono il 4,3 % . I tossicodipendenti ammontano al 26,8%, mentre i malati di mente sono all’incirca il 20%. Circa 14.500 dei detenuti stranieri provengono da Marocco, Romania, Tunisia e Albania. La maggior parte dei carcerati, indipendentemente dalla propria nazionalità ha tra i 25 e i 40 anni, poco meno del 95% di loro ha un titolo di studio pari alla licenza media o inferiore.

 In carcere, dal 1998 ad oggi, sono morte ogni anno in media circa 150 persone, almeno 50 delle quali si sono suicidate. Il 30% dei suicidi avviene durante la prima settimana di detenzione, il 25% avviene una settimana prima della scarcerazione. Se un detenuto decide a pochi giorni dalla libertà di togliersi la vita, questo costituisce un fallimento non solo per il sistema penitenziario di un paese, ma per la società civile tutta.

 Poche settimane fa, il Partito Radicale ha avanzato un provvedimento, che avrebbe previsto uno spazio dedicato all’informazione circa le condizioni delle carceri Italiane, sulle reti preposte a svolgere il servizio pubblico. Il “no” a questa proposta è arrivato deciso da parte di ogni formazione politica ed è stato taciuto dagli organi di informazione di maggiore portata. Per il Carcere, come per la Mafia, lo strumento più potente in mano ai cittadini per rendere la situazione migliore è l’informazione. Ricerchiamola e riproduciamola.

*Tutti i dati forniti in questo articolo sono stati reperiti dal DAP (Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria)

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