Parola di Varoufakis

Alberto Grillo

Sono giorni di incertezza riguardo alla trattativa tra la Troika e il nuovo governo greco. Ma a breve, credo, una soluzione si troverà. Secondo la quale la Grecia continuerà a far parte dell’unione monetaria e il buon Tsipras, dopo aver fatto comprensibilmente la voce grossa all’inizio, strapperà qualche minima concessione da poter sbandierare ai suoi elettori. Quale concessione è difficile da dire: lui insiste su una parziale cancellazione del debito ma sa bene di non avere il coltello dalla parte del manico. Se ci riuscisse sarebbe sicuramente una grande vittoria, dato che già le scadenze sono lunghissime e i tassi di interesse molto bassi.

A conferma di una probabile soluzione positiva possiamo rileggere un post del 2012 del blog di un noto economista greco, che giustificava il suo appoggio a Syriza con le seguenti parole:

“Dovremmo essere preoccupati dall’ultra-sinistra di Syriza? La mia risposta è un categorico no. Vi raccomando di non leggere il loro manifesto. Non vale neanche la carta sulla quale è scritto. Sebbene ricco di buone intenzioni, manca di dettagli ed è pieno di promesse che non possono essere e non saranno mantenute (la più grande è che l’austerità sarà cancellata); un’accozzaglia di politiche irrilevanti. Ignoratelo. Syriza è dovuto passare, in poche settimane, dall’essere una piccola frangia che lottava per entrare in parlamento all’essere un partito maggioritario che potrebbe dover formare un governo fra qualche settimana. E’ un work-in-progress, e così è anche il suo non invitante manifesto.

No, il motivo per cui Syriza è una scommessa sicura è triplice. Primo, perché è probabilmente l’unico partito che l’ha capito: che ha capito che la Grecia deve restare nell’Eurozona e che l’Eurozona non sopravvivrà a meno che qualcuno non obblighi l’Europa a fermare immediatamente l’austerità competitiva. Secondo, perché la piccola squadra di political economists che negozierà per conto di Syriza è composta da persone brave e moderate, che comprendono la difficile realtà che la Grecia e l’Eurozona stanno affrontando. Terzo, perché in ogni caso Syriza non andrà al governo da solo.”

Sapete di chi sono queste parole? Di Yanis Varoufakis, che nel frattempo è divenuto ministro delle finanze del governo Tsipras!

Il neoministro non può aver cambiato idea. Diamogli solo il tempo di realizzare pienamente che ora è lui il responsabile del programma economico di Syriza, in cui le principali fonti di recupero di risorse sono la conciliazione sugli arretrati fiscali e la lotta all’evasione, ed è a lui che spetta gestire le casse dello stato e pagare stipendi e pensioni. Aggiungiamoci poi le parole dello stesso Tsipras –“La storia dell’Europa è una storia di disaccordi ma, alla fine, di compromessi”, ha detto recentemente- e la consapevolezza che un accordo conviene anche all’Europa, per non alimentare ulteriormente la spinta dei movimenti anti o diversamente europeisti negli altri paesi, e capiremo che rinunciare ad un compromesso sarebbe un azzardo folle, contrario a ciò che pensano tutti gli attori coinvolti. Cioè che la Grecia debba restare nell’Eurozona, parola di Varoufakis.

P.s. Il post di Varoufakis l’ho scoperto grazie alla lettura dell’interessantissimo blog di Gianni Quattromari, giornalista francese di Liberation.

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