Renzi vincente. Politica estera europea non data

Alessio Mazzucco

Piccola parentesi interna. Questa nuova aria che tira, questo “contrordine compagni! Tutti con Renzi!” che rimbalza dagli antri del Nazareno fino ai circoli più sperduti, ha dell’incredibile. Gente come Fassina (Fassina! FASSINA!) che dichiara “Renzi è l’uomo giusto al momento giusto” e quest’affannarsi di Dalemiani, Giovani Vecchi o Giovani Turchi (trova le differenze), Bersaniani, Lettiani e quant’altro alla corte del Lider Carismaticus che trascina finalmente la sinistra fuori dal pantano quasi secolare, lasciano stupefatti. Un anno fa Renzi era il Nemico, Colui-Che-Non-Si-Può-Nominare, il Neoliberista, il Mercatista, il Chicago-Boy, il Marchionne-friend, e dai e ridagli ci siamo ritrovati un anno fa con il Parlamento più inutile degli ultimi vent’anni. Ma ora no, ora tutti a corte. Neanche in Games of Throne si è raggiunta tanta ipocrisia. E dopo questa citazione mi sono perso metà dei lettori.

Renzi nell'immaginario dei bersaniani

Renzi nell’immaginario dei bersaniani

Parliamo quindi dell’Europa. Nuovo assetto, nuovi problemi, insoliti assembramenti (ma Grillo che ci azzecca con Farage?), partiti vecchi scomparsi, partiti nuovi comparsi, altri rifioriti, e un affaccendarsi intorno a chi sarà il massimo esponente della Commissione, l’alveo burocratico di ogni complicazione che l’Europa è riuscita a darsi negli ultimi decenni. E parlo da europeista convinto, quindi figuratevi!

Quel che mi preme è la politica estera comune. Il mondo ci sta cambiando attorno e l’Europa semplicemente non può stare al passo delle sfide diplomatiche del nuovo millennio. 

L’Ucraina. È un problema tanto russo quanto europeo, di certo poco americano. Quando ci toglieremo la sindrome del fratello minore, sempre alla ricerca di protezione del più forte? Ehi, Europa, l’adolescenza è finita! Ora si vola o si cade, ma questo nido va abbandonato! Per l’Ucraina si è deciso per un’incasinatissima e assolutamente incomprensibile via per vaghe e ridicole sanzioni ad personam (fantasiose, senza dubbio), come se l’uomo più potente della Russia si dicesse “Ehi, hanno colpito i miei amici, ora sì che rinuncio ai miei disegni geopolitici”. La Russia è Europa, al confine forse, diversa certamente, ma da Putin ci si deve presentare come pari, Europei a Est-Europei, e discutere. La situazione ora è fuori controllo, e certo le responsabilità sono molte, ma di queste un peso considerevole lo porta sulla groppa proprio l’Europa, il suo temporeggiare e la mancanza di una politica estera comune. Che sì, cari pacifisti a tutti i costi, passa da un esercito comune. 

Il Mediterraneo. Al Sisi vince le elezioni col 95% di voti (un Grillo efficace) su un totale votanti del 20%. Hanno disertato: Fratelli Musulmani (per impossibilità di votare da dietro le sbarre) e vari altri partiti, liberali o meno. Un altro Mubarak? Forse, di certo un altro dittatore. All’Europa piacciono i dittatori, soprattutto in posti difficili da controllare se lasciati alla flessibilità elettorale democratica. E in tutto questo la Libia si prepara al colpo di stato. L’ennesimo. Domanda: qual è la posizione dell’Europa sull’argomento? tu tu tu…. non c’è campo.

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