Sbatti il mostro in prima pagina

Alessio Mazzucco

Spezzerò una lancia a favore del marito della Mussolini, Mauro Floriani. Già solo ricordando che è solo indagato e non condannato né tantomeno processato è un buon inizio. Ma voglio fare di più.

Dunque, chi è Mauro Floriani? Per quanto mi riguarda un signor nessuno. Certo, il marito di Alessandra Mussolini. Certo, sarà  conosciuto nei palazzi romani e nelle élite politiche. Certo, non è il primo che capita. Ma io non lo conoscevo; e non sapendo chi fosse, ho fatto la sua conoscenza attraverso lo sputtanamento giornalistico. Be, che dire, un ottimo biglietto da visita. “Piacere, Alessio, sono stagista” “Ah, piacere, io Mauro, pago minorenni in cambio di sesso”. Gelo.

Non è un bel biglietto da visita per uno sconosciuto, figuriamoci per amici, conoscenti e familiari. La Mussolini l’ha sbattuto fuori di casa: un nucleo familiare si è sciolto, così, en passant. Direte: se lo merita. Forse, ma per non essere ipocriti fino in fondo, pronunciando quelle terribili parole (“se lo merita”) dovreste trascinarlo in piazza e lanciargli addosso uova marce e pomodori. Io sono bianco e nero: o tutto o niente. O si dà la possibilità al popolo di condannarlo (sputtanamento pubblico) o si dà il potere alla magistratura d’indagarlo ed eventualmente condannarlo o assolverlo. Principi base della democrazia e dello stato di diritto. Perché se così non fosse, dovremmo andare in giro e trascinare in strada tutti coloro che consideriamo “tenere comportamenti inadeguati/criminali”. Perché di crimine si tratta, non lo nego, ma per essere definito crimine dev’esserci una sentenza, e la sentenza è l’unica che deve parlare, non i giornali. Tantomeno con un personaggio non pubblico, non politico (e quindi estraneo alle decisioni per la comunità). E se la semplice logica liberale-garantista non convince, pensate in modo utilitaristico: può capitare a chiunque di voi. Quindi apriamo gli occhi: c’è qualcosa che puzza in questo paese, e puzza di purismo e giustizialismo.

Io adoravo Travaglio. Poi sono cresciuto. E ho letto questo: “Per cui la nostra Beatrice viene subissata di insulti, insinuazioni, offese gratuite e ributtanti sul piano professionale e anche personale: chi se n’è reso responsabile ne risponderà in Tribunale non solo a lei, ma anche al Fatto, e spero che alla fine la merda che ha sparso in questi giorni gli verrà ricacciata in gola”. Articolo completo: segui LINK. Ora, a me non piace insultare. Ma addirittura ricacciare la merda in gola a chi l’ha sparsa? WOW. Parole forti. Immagini terribili, soprattutto ora che sto cucinando. Ma Travaglio è così: solo lui può insultare. Sì, perché il nostro Travaglio, oltre a difendere un post di dubbio valore giornalistico con cui si presentava una volgarità gretta che non-ho-ben-capito-dove la Borromeo l’abbia pescata, si è messo a contestare la sentenza Scajola (assoluzione). E io non sono un fan di Scajola. Ma se la sentenza dice assoluzione, si può contestare? Sì, se sei Travaglio, ovvero giornalista, inquisitore capo, investigatore, procuratore e giudice. Uno e quintuplo (si dirà così?). 

La sinistra si risveglierà nella migliore tradizione garantista dopo la sbandata di questi ultimi vent’anni? Speriamo. Dalle pagine di Micromega Flores D’Arcais lanciò l’anatema contro Renzi: non si può essere di sinistra senza giustizialismo ed eguaglianza. Bene la seconda, ma la prima? Per fortuna il baldo forcaiolo D’Arcais si è dedicato alla lista fallimentare Tspiras (e si è pure tolto qualche giorno fa), quindi non creerà altri danni nella tanto martoriata (e martoriante per la pazienza nostrana) sinistra italiana.

Ah sì, ultima domanda. Nessuno di noi insulta la Borromeo. Abbiamo delle domande: come è stata selezionata come giovane punta di Annozero? E come giornalista e opinionista/sessuologa del Fatto (Sfatto, Falso) Quotidiano? Non è sessismo, eh, attenzione! Semplice curiosità giornalistica: come selezionate i gggiovani? 

Buona serata a tutti, è venerdì sera quindi non resterò un secondo di più sulla tastiera del computer.

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