Una domanda e una risposta sulla staffetta Letta-Renzi

Alberto Grillo

La domanda: perché un governo Renzi sarebbe legittimato solo se nato in seguito a nuove elezioni? E’ una tesi che ho sentito da molti amici e che hanno scritto per esempio due tra i, per me, migliori giornalisti italiani (http://www.wittgenstein.it/2014/02/11/enrico-letta/; http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/una-crisi-drammatica-una-gestione-ridicola_b_4775868.html?utm_hp_ref=italyma) ma che non capisco fino in fondo. La nostra repubblica parlamentare prevede che il popolo elegga il parlamento e questo il governo. Dov’è esattamente il problema se il parlamento vuole cambiare governo? Sofri e Annunziata sono garanzia di analisi intelligenti ma su questo punto mi sono perso; per questo pongo la domanda.

La riposta non è alla precedente domanda ma ad un esercizio che trovo sempre utile. Quando qualcosa ci sembra una cazzata dovremmo chiederci: in che caso potrei rivedere il mio giudizio e trovarla un po’ meno una cazzata? Cosa potrebbe forse e/o in parte giustificarla? Una mia risposta è: la cosa avrebbe senso se, data la già debole capacità operativa del governo a causa della composizione parlamentare, un disallineamento tra questo e la segreteria del suo principale partito portasse ad un ulteriore indebolimento e rallentamento della sua azione.
Segnalo anche, come utile alla ricerca, l’intervento di Matteo Orfini: http://www.ilpost.it/2014/02/13/discorso-matteo-renzi-direzione-nazionale-del-pd/. Per lui il senso dell’operazione è dato dal desiderio del PD di avere una posizione piu incisiva all’interno di un nuovo governo con una azione più politicizzata. Cioè: se siamo il principale partito della maggioranza e pensiamo di poter avere un governo migliore, allora proviamoci. E’ cosi ridicolo?

Sono assolutamente incapace di dare un giudizio competente sull’operato del governo Letta durante quest’anno. L’unica cosa che mi sento di dire è che, se da un lato ha sicuramente permesso di sciogliere la situazione drammatica che si era creata a Maggio, mi sembra che sia molto indietro rispetto agli obiettivi di celerità che si era dato. Chiudo ricapitolando: mi rallegro quando sento rimarcare la necessità di un’azione politica piu forte e non escludo che un nuovo governo possa effettivamente essere condizione necessaria. Allo stesso tempo riconosco che sia strano che un governo venga sfiduciato dal proprio partito di maggioranza (anche se l’obiettivo di farne uno migliore smorza secondo me questo aspetto) e temo invece l’effetto opposto a quello sperato: quello di un generale rallentamento, venuta meno la spinta del gruppo di Renzi a fare presto per poter, una volta fatto l’indispensabile, giocarsi le proprie carte. Sul fatto che l’unica soluzione sia votare di nuovo rimando alla domanda iniziale.

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