Perdere la propria libertà? Basta un nulla.

Alessio Mazzucco

Si prenda insieme una crisi settennale, un comico populista e una piazza virtuale di anonimi mediocri che sfogano la propria frustrazione sul web: si avrà un cocktail esplosivo. Sì, perché nella democrazia 2.0 i puristi non si muovono più con torce e forconi a cercar streghe, pagani, eretici, o politicamente diversi, ma sputtanano semplicemente il malcapitato sul web senza concedere diritto di replica. Pensate a un giornalista, uno qualsiasi, magari con famiglia, figli, e, all’improvviso, per aver criticato un movimento politico, che in quanto movimento politico non solo è criticabile ma dev’essere criticato, lo si immagini gettato in pasto al web con la stella dell’infamia virtualmente cucita sulla camicia. 

La crisi ci ha profondamente cambiati. Come ogni cambiamento lento e graduale è stato impercettibile, non un terremoto devastante, ma un lento decadere inesorabile, impossibile da percepire se non guardandosi attentamente attorno, se non cercano per davvero di percepire la frustrazione, la rabbia, e soprattutto la paura che ammorba ogni paese d’Europa. Le destre xenofobe e populiste avanzano? Non è colpa del loro populismo, ma delle forze democratiche che si sono lentamente ritirate dalla società, che han lasciato fare, che non hanno risposto con voce forte e nervi saldi alle provocazioni: hanno inseguito, come le prede seguono l’esca, e alla fine, esangui, saranno sconfitte dalla marea montante della rabbia.

Grillo ha schedato il secondo giornalista. E sembra cosa poco grave: del resto chi non ha insultato, attaccato, pugnalato alle spalle in questa Italia di pezze e pezzenti? Ma per la prima volta un giornalista viene schedato, pubblicato sul web così come si può trascinare un uomo in catene sulla piazza, e la frustrazione popolare ha potuto gettargli addosso gli ortaggi e le pietre per la sua unica colpa: criticare. Del resto il giornalista a volte può essere pure antipatico, egocentrico, pieno di sé: certamente un privilegiato nei grandi quotidiani italiani. Ed ecco che la pietra può essere scagliata e il dito puntato contro i pennivendoli, i frustrati della stampa, i male-informati o giornalisti in malafede.

Ah, i puristi! Temo loro più di chiunque altro. I puristi del costume, della religione, della politica. In nome della purezza della razza o delle idee, abbiamo avuto manganelli, dittature, gulag e roghi. E ad ogni termine di un ciclo di prosperità, ogni civiltà ritorna alla crisi, alla perdita del senso civico, all’abbandono degli ideali di democrazia e libertà per cedere al primo Grillo che passa il potere con la promessa di una vita migliore, o almeno di una vendetta su chi si ritiene indegno di avere ciò che ha.

Oggi le primarie PD daranno il nuovo segretario. Chiunque sia, dimostriamo che la democrazia è questo e non i tribunali del popolo, né un blog ritenuto libro sacro. 

 

Giornalisti schedati:

Maria Novella Oppa

Francesco Merlo

 

 

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