Parole morte

Alessio Mazzucco

Magistratura, rivoluzione liberale, comunisti, imprenditori, lavoratori, popolo, cittadini, bicamerale, primarie, PdS, PS, PD, RC, CI, FI, PdL, AN, Lega, SC, M5S, UdC, DC, Sel, il nulla che avanza, il nuovo che avanza, Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi, alleanza, coalizione, porcellummattarellum, alla tedesca, alla francese, presidenzialismo, parlamentarismo, il vecchio, sinistra, destra, centro, mani nelle tasche degli italiani, radicamento al territorio, sezione, circolo, sezione di nuovo, circolo, delega, delegati, tesserati, congresso, riunione, assemblea, direzione, comitato direttivo, segreteria, mozioni, mozione contro, mozione a favore, voti, 101, Prodi, D’Alema, Veltroni, D’Alema di nuovo, Bersani è un brav’uomo, Renzi è un paraculo, Berlusconi è un ladro, Beppe Grillo, Fini va-perde-se-ne-va, senatur, macro-regione, Cgil, Cisl, Uil, Fiom, Fiat, Marchionne, start-up, New Deal, spread, Monti, re Giorgio, quando-c’era-Pertini, Craxi sì, Craxi no, Di Pietro, tangentopoli, ladri, giustizialisti, manettari, garantisti, convergenze, inciucio, liberismo, liberalismo, socialismo, liberal-socialismo, social-democrazia, province, mafia, mafiopoli, giudici, toghe rosse, Repubblica, Corriere, il Fatto.

Ho un gran mal di testa. Dunque ricapitoliamo: vent’anni di non crescita, mancate riforme, blablabla, otto trimestri di recessione, moneta unica, Draghi sì, Draghi no, e siamo sempre e comunque da capo. Comunque la si giri, qualunque cosa accada, noi siamo sempre lì, e nulla cambia, nulla muta, nulla si trasforma. O meglio, il mondo ci trasforma. E noi, popolo di pezze, a inseguire e rattoppare senza un singulto, senza un sussulto di rabbia o frustrazione o uno scatto d’ira che tenti di plasmare la realtà. Nulla. Solo un declino inesorabile, lento, continuo.

La fine dell’Impero Romano non è stata annunciata dalle trombe dei Cieli, i quattro cavalieri dell’Apocalisse non si sono mostrati con i loro destrieri e le ondate barbariche non hanno lasciato solo morte e distruzione, ma tutto è avvenuto lentamente, un processo che è durato secoli, con le sue riprese e i suoi fallimenti, le sue conquiste e le sue sconfitte. Quindi mettiamoci comodi: tutti noi abbiamo un posto in prima fila per assistere alla nostra definitiva décadence. E badate: questo declino non inizia con la crisi, no no, la crisi è solo la prova del fallimento di un modello, un aggravio di quel che già era avvenuto nel nostro Paese, e nessuna attenuante generica salverà la nostra società dalle lenti spietate della storia.

Mi si può accusare di dire tutto e nulla in questo post. È vero: avevo solo tanta voglia di scrivere. E nonostante le parole che in questi ultimi vent’anni hanno avvelenato, assopito, schiacciato, distrutto, macellato la politica mi diano nausea e quel vago senso d’impotenza che hanno i templi antichi di fronte alla crudeltà del tempo, continuo a fare, dire, scrivere e impegnarmi, non per un chissà quale malcelato orgoglio, ma per una speranza molto concreta che non deriva affatto dalle mie convinzioni etiche: solo così possiamo mettere agli angoli chi ci ha condotto sin qui, allontanare gli auto-proclamatisi pastori di greggi troppo pigre per prendersi i propri spazi, rompere la noia esistenziale del “tanto nulla cambia” e alzare la testa con orgoglio contro quella cultura gattopardesca che tanto grava sul nostro Paese.

@AlessioMazzucco

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