Italia mia, vientene con me!

Alessio Mazzucco

Chi ricorda la novella La roba di Verga? Breve riassunto: un contadino lavora, guadagna e lentamente acquista tutte le terre del marchese, il suo vecchio padrone. Ma questo contadino, tanto furbo quanto attaccato ai suoi danari, giunta l’ora della morte, scende nel cortile della cascina e comincia a colpire a morte le galline con un bastone. Nel silenzio della notte grida: «Roba mia, vientene con me!».

Berlusconi è lo stesso. Potrebbe essere il personaggio farsesco di una novella. Neanche troppo farsesco: oramai ha assunto i connotati da tragedia. “Italia mia, vientene con me!”. Lui muore politicamente e vuole vedere l’Italia morire con lui. Sembra il protagonista di una tragedia d’amore: un uomo disperato, innamorato, vedendo la sua amata respingerlo, la uccide per averla lui solo e nessun altro.

Basta parlare di Berlusconi, si commenta da solo.

PD, riuscirai a perdere anche stavolta? Ieri, un tweet di Beppe Grillo esclamava: “Bisogna andare al voto per vincere e salvare l’Italia. Napolitano deve rassegnare le dimissioni” (bisogna ammettere che il comico gioca in attacco). Bene, Grillo è sicuro di quel che vuole: votare, vincere, cacciare Napolitano. A parte l’assoluto disprezzo delle istituzioni nel chiedere le dimissioni del Presidente della Repubblica, dimissioni da richiedersi per evidente impeachment dello stesso (che non è certo un comico fuori dal Parlamento a stabilire), Grillo dimostra tutta la sua fanciullezza nel far politica.

PD, vuoi vincere? Gioca in attacco. Basta governi, Grillo non te li farà mai fare, e i senatori del PdL fuoriusciti potrebbero tenerti in scacco per i prossimi mesi: invoca le elezioni, fai le primarie, vinci. Stavolta sul serio. E, bada, niente scherzi: fai le primarie per il candidato o i cittadini non te lo perdonerebbero questa volta, e altro che 23%, ti ritroveresti al 15% in un attimo.

Non c’è più tempo. Tutta l’Italia ha fatto sacrifici negli ultimi tre anni, ora è il momento di cambiare. Ci sono i conti da rispettare, l’economia da rimettere in sesto, 40% di disoccupazione giovanile e il vuoto cosmico nell’elaborazione delle idee. Ieri, quando la notizia delle dimissioni mi è arrivata, non potevo crederci. L’HuffingtonPost titolava: “Berlusconi apre la crisi”. E giù le spiegazioni. Poi sono andato su twitter, e la domanda principale dei fringuelli-commentatori riguardava Grillo: “Che farà?” “Dove andrà?” “Con chi sarà?”. Pendevano letteralmente dalle sue labbra. 

Guardate, forse la storia non sarà inclemente con voi come lo meritereste, ma il Paese potrebbe. L’Italia è stanca, e lo si percepisce nei discorsi per strada, o nelle discussioni tra amici. Lo dico chiaro: primarie, elezioni, vittoria. Ora si può cambiare il Paese per davvero, o tenersi le macerie fumanti.

@AlessioMazzucco

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