I timori più comuni di un elettore del PD che firma i 12 Referendum a un banchetto del PDL

Diciamocelo, l’elettore del PD è una persona di qualità. Uno attento ai contenuti, alle battaglie di civiltà. Quelle vere però, come la gestione pubblica (e disastrosamente inefficiente) dell’acqua, l’introduzione della Service Tax o l’assorbimento dei precari nella pubblica amministrazione.

Di tanto in tanto però si dedicano, residualmente, anche a questioni di secondo piano, come ad esempio la disciplina dell’immigrazione, la riforma della giustizia o il tema dell’eutanasia. Lo fanno sempre e comunque con quell’attenzione al contenuto che da sempre li contraddistingue, stando molto attenti ,dunque, ai particolari che contano, come andare a firmare al banchetto giusto, col tempismo adatto.

Chi ha firmato prima che lo facesse Berlusconi si è mosso bene. A quel tempo i referendum avevano sicuramente una carica riformatrice notevolissima. Dopo l’adesione del Cavaliere, bisogna dirlo in tutta onestà, non sono più la stessa cosa. Persino io ho riletto i quesiti ed in effetti… qualcosa è cambiato, indubbiamente.
Sono più… sciatti, più populisti, più di destra, di chiara influenza neo-liberista oserei dire.

C’è poi la questione del banchetto. L’elettore avveduto del PD sa perfettamente che i Radicali sono dei sovversivi, dunque fa già un po’ fatica a recarsi ai loro tavoli. Quando lo fa, cerca comunque di sbrigarsela alla svelta, senza scambiare troppe parole, che magari potrebbe sembrare quasi che ci sia una certa affinità politica con quelli lì.

“Enrichetto non parlare con quei signori là mentre la mamma firma, mi raccomando, che se poi lo viene a sapere il segretario si mette a piangere e noi non vogliamo far piangere il segretario, vero Enrichetto?” “No mamma, non vogliamo”.

Bravo Enrichetto, così piccolo e già sulla buona strada.

Quelli del PDL però sono dei delinquenti per indole. I referendum ai loro banchetti di norma non bisognerebbe firmarli, salvo naturalmente casi del tutto eccezionali. Casi però non del tutto esenti da gravi controindicazioni.

Abbiamo svolto un sondaggio su un campione consistente di elettori del PD costretti, per cause di forza maggiore, a firmare ad un gazebo del PDL. Raccogliamo di seguito i loro timori più comuni, espressi pochi istanti prima dell’adesione:

  • adesso comincerò a parcheggiare nei posti dei diversamente abili (handicappati NDR)
  • mi verrà voglia di fare orgie con Previti e decine di escort
  • comincerò ad evadere le tasse
  • mi comprerò un paio di Hogan
  • andrò in vacanza a Favignana e Porto Cervo
  • rimpiangerò la chiusura del Billionaire
  • comincerò a comprare prodotti delle multinazionali kattive
  • comincerò a frequentare i night club
  • diventerò del Milan
  • inizierò a rinnegare il comunismo
  • sarò attratto dalle ragazze minorenni
  • inizierò ad odiare i magistrati senza motivo
  • guarderò le repliche del TG 4 del 2006 a cena con i miei figli
  • inizierò a farmi di cocaina
  • inizierò a farmi la Minetti
  • manderò i miei figli in una scuola privata
  • smetterò di cantare “Bella Ciao” ai matrimoni
  • inizierò a corrompere irrefrenabilmente pubblici ufficiali
  • inizieranno a piacermi i Reality Show con Sergio Muniz e le figone
  • comprerò “Libero” in edicola la mattina
  • mi leggerò la biografia di Briatore
  • acquisterò un SUV
  • comincerò a buttare le bucce di banana nella generica invece che nell’umido
  • inizierò ad odiare gli immigrati, i neri, gli omosessuali, Saviano e Fabio Fazio
  • mi comprerò la raccolta completa dei film di Boldi e De Sica, anche quelli dopo la separazione
  • comprerò prodotti equo-solidali per darli da mangiare al mio yorkshire
  • comincerò a disprezzare i poveri
  • realizzerò che Umberto Eco è un rincoglionito

Capite bene da voi che, essendo di tale gravità le possibili conseguenze, un sostegno esplicito del PD a favore dei 12 referendum era da escludersi. Mai e poi mai avrebbero potuto mettere così a repentaglio l’incolumità intellettuale della propria base.

Quindi smettiamola di essere così duri col PD. Al posto loro, avremmo fatto esattamente la stessa cosa.

Prey for peace.

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