La Mala è a Roma

Ricevo e con piacere pubblico.

 

Federica Mirto

 

La capitale che per anni era riuscita ad non  essere dominata dalla criminalità organizzata , sta diventando il  nuovo centro delle organizzazioni  criminali,  che in maniera subdola e quasi trasparente si stanno espandendo nella città eterna e nel Lazio .

In molti rimasero sorpresi quando nel 2009 carabinieri e guardia di finanza sequestrarono lo storico ristorante George’s a via Veneto , fu l’inizio di una serie di beni confiscati fino al Luglio scorso quando un altro storico locale “ caffè de Paris”, simbolo della dolce vita, viene sottratto all’ ndragheta . L’attività del locale non si ferma , ma rimane  attiva 18 ore al giorno , la differenza è che invece di essere controllata dalla famiglia Alvaro, viene gestita dal tribunale di Reggio Calabria.

Facendo parlare i numeri sono 328 i beni immobili confiscati nella Regione Lazio , si aggiungono 99 imprese sorte da attività illecite. Il bene in cui la mala preferisce investire è il mattone, per un totale di 566,3 milioni. Tanto numerosi sono i beni immobili quanto gli interrogativi sulla loro riutilizzazione. Da quello che emerge il 52, 6 % di proprietà sottratte alla malavita sono in assoluto stato di abbandono, questa peculiarità colpisce soprattutto le regioni del mezzogiorno. Il problema è dovuto, come spiega l’ex commissario per la gestione dei beni Emanuele  D’innella, alla prassi burocratica lunga, lenta  e complicata. Il professore spiega, in un’intervista rilasciata al giornale Milano Finanza , che ci sono due strade che si possono seguire. La prima,  più rapida, avviene attraverso la liquidazione dei crediti e il pagamento dei debiti, la seconda prevalentemente usata , impone il coinvolgimento dell’avvocatura dello stato e dell’agenzia del demanio. La procedura si trasforma in un ridicolo circolo vizioso, dove le competenze si delegano tra vari uffici, con la conseguenza che i beni vengono lasciati in malora e senza essere investiti in opere pubbliche o sociali.

Ci può ancora essere la speranza che da una piaga della nostra nazione come le criminalità organizzate ci sia un risvolto positivo, come l’impossessarci dei loro imperi materiali a favore di efficienti opere pubbliche.

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