La guerra fredda Us-Iran

Guido Zichichi

Ogni estate è la stessa storia. Esperti autorevoli rivelano ai giornali che a settembre la Repubblica Islamica dell’Iran verrà attaccata da Israle e Stati Uniti. Non mi aveva quindi sorpreso risentire le stesse esternazioni la scorsa estate e veder finire settembre con un nulla di fatto. Ma ecco che, questo ottobre, c’è stato un inatteso cambio di passo dell’amministrazione americana.

L’approvazione del nuovo round di sanzioni contro l’Iran era stata anche stavolta faticosa: non mancano infatti i paesi che preferirebbero avere buoni rapporti con un così importante fornitore di idrocarburi. Probabilmente per poter marciare più agilmente verso un prossimo e decisivo aumento delle sanzioni, gli Stati Uniti si sono portati avanti ricorrendo, come al solito, ai media.

Dapprima è stata pubblicata la tragica fine di una love story alla Romeo e Giulietta, neòla quale i due amanti, la cui vita è stata rovinata dal regime religioso, si tolgono la vita con una pozione. Dopodichè è venuto il turno della spy story alla Tom Clancy. Si tratta di storie confezionate per essere date in pasto all’ora di cena al grande pubblico male informato, quello il cui palato non è capace di distinguere il sapore marcio che si nasconde dietro certe storielle da macchinetta del caffè.

Per il lettori del Caffè, vorrei rivelare che non è il caso di lasciare spazio a dubbi: la storia dell’attentato iraniano in America è infondata e del tutto improbabile. I giornalisti che si occupano abitualmente di Iran si sono spesi, più che a discutere la veridicità della messinscen, già confutata da non poche fonti diplomatiche statunitensi, nel capire quale di questi scenari sia più probabile:

  1. Gli Us l’hanno inventata cercando un pretesto per inasprire le sanzioni
  2. L’Iran ha attirato in una trappola gli Us per indurli ad alzare i toni
  3. La storia è stata inventata dal trafficante messicano e – una volta uscita sui giornali – il “complice” iraniano sarebbe stato costretto a confessare per evitare una brutta figura alla Cia, che aveva già dato la notizia ai giornalisti.

Si puà fantasticare quanto si vuole. Quel che è certo è che la guerra fredda in corso tra Iran e Us sta subendo una veloce escalation. Meglio prepararsi da subito al fuoco di falsità che pioverà dai media occidentali, come già avvenuto nel caso dell’Iraq, per giustificare una “guerra preventiva” giustificata dalle “prove inconfutabili” che l’Iran starebbe costruendo l’atomica. Magari il mese prossimo, magari mai, non importa. L’aspro battibecco tra il regime statutinense e quello iraniano ci accompagnerà per molto tempo.

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