E adesso primarie!

Alessio Mazzucco

Di risultati politici alle amministrative ce ne sono, e non riguardano certo la presupposta trasformazione di Palazzo Marino nel Palazzo d’Inverno. Che sia la fine o no di Berlusconi, questo sarà tutto da vedere: anche un animale ferito sa menare i suoi ultimi colpi di coda. Io dico: che il centrosinistra vada alle primarie e scelga un leader di coalizione!

Quanto durerà ancora questo governo? Queste amministrative non sono il primo segnale di cedimento. Già da questo inverno, e ancor più dall’inizio delle rivolte nordafricane, la Lega ha moderato toni e modalità (penso ad un Maroni) lanciando teste di ponte ad un’opposizione divisa e barcollante (penso a Calderoli sul federalismo e agli ultimi sviluppi intorno alla legge elettorale); il popolo leghista pare non tollerare più le politiche berlusconiane, le mancate riforme, lo spreco di tempo nell’attività parlamentare (quando c’è), coinvolta quasi esclusivamente alla produzione di leggi e leggine per il Capo. Il dubbio rimane sul quando si staccherà la spina.

I nervi cedono in tutto il Sud dell’Europa: penso alla Spagna e al movimento degli Indignados, ancora presenti nelle piazze senza che alcuna forza politica li coinvolga; penso alla Grecia, alle proposte di uscita dall’Euro (semplici boutade forse, ma sicuramente messaggi di non lieve importanza); penso al Portogallo, non certo un paese economicamente felice. Non che nel resto dell’Europa i segnali producano brezze di ottimismo: l’avanzamento della destre anti-europeiste in Francia (Le Pen), Finlandia, Belgio e Olanda, risultati clamorosi per le destre nazionalistiche in Austria e Ungheria. Vogliamo andare oltre i nostri piccoli confini domestici? Il Nord-Africa e il Medio Oriente in fiamme, l’avanzamento economico sempre più pressante di Cina, India e Sud America, il riassetto degli equilibri geo-politici mondiali e una crisi che solo ora pare spegnersi lasciandosi alle spalle una società duramente colpita. La domanda è: dove si vuole andare?

Il Governo non sembra avere più le capacità (sempre che in passato ne abbia avuta) di tener dritta la barra del timone. Sia che si indica il voto per il 2013 sia che si vada alle urne in anticipo, il tempo non è molto e ogni giorno perso è un’occasione perduta. L’opposizione vuole governare? Si organizzi, si prepari, crei una coalizione ed elegga i suoi leader. Il PD non ha vinto queste elezioni. Non le ha perse, ma il segnale è stato forte a Napoli e Milano: il partito non rispecchia i sentimenti dei suoi elettori. Per far chiarezza sulla linea, magari per deciderne una, domandi al suo “popolo” chi ritiene in grado di cambiare il paese, di indirizzare la rotta sulle politiche energetiche, economiche e industriali, sulla politica estera, sul tipo di società che si immagina per il futuro. Per questo io chiedo le primarie: decidete chi volete candidare, decidete i programmi e la linea. Il tempo non è molto.

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