Il fallimento (?) dei movimenti

Alessio Mazzucco

Ieri ero alla manifestazione del Popolo Viola a Milano. Obiettivo: chiedere le dimissioni per riconquistare la dignità perduta. Possiamo dire sia stato un fallimento. Duecento persone stipate nel posto sbagliato (la manifestazione era stata spostata a Piazza Fontana per evitare tafferugli con un singolo gazebo Pdl) si sono mosse autonomamente fino al Palazzo di Giustizia. Pentole, padelle, cori e inni. Risultato: nulla di nuovo sotto il sole.

Vorrei scrivere un breve commento sul Popolo Viola. Dopo la grandiosa manifestazione antiberlusconiana dello scorso anno, lascia davvero amareggiati vedere duecento persone trascinate in piazza. A Milano. Se la capitale lombarda è, come si dice, la capitale morale del Paese, la sentenza è lapidaria: il popolo Viola è finito.

Dio è morto. I movimenti lo stanno seguendo? Non c’è dubbio che scendere in piazza non è solo il risultato di un antiberlusconismo viscerale, cattivo, ma la sincera indignazione di giovani e non che si ritrovano in piazza per dire “noi non siamo così. Destra, sinistra, governo e opposizione non ci rappresentano”. Così la leggo.

Una rete ci salverà. Non sto parlando solo di internet, di questo spazio cibernetico, ma della rete tra persone, sociale, rete di gruppi e blog e giornali e spazi universitari dedicati a chiederci “ma siamo noi questi? Siamo noi queste persone ridotte a parlare di Berlusconi e non, di Ruby e non, di schifezze e giochetti?”. Questo Paese sta diventando grottesco. Il cemento soffoca le nostre terre, la malavita si espande come un cancro, l’ipocrisia e la menzogna sono all’ordine del giorno. E noi ieri eravamo in duecento. Colpa di chi non è venuto? No: colpa di chi ha reso l’immagine della politica talmente scadente da lasciare l’amaro in bocca solo a pensarci, figuriamo a parteciparvi in prima persona. Ci si stufa, alla lunga, di seguire l’ondeggiare di questa barca, lasciata navigare alla deriva nelle acque di un futuro che entra prepotentemente nelle nostre vite.

Elena ha ragione nel suo articolo: non possiamo assolverci con i post-it. Non per Berlusconi, il grande rivoluzionario liberale che parla di magistratura criminale da quando io avevo sei anni (sei!), non per quella lista inelencabile di scandali, punta dell’iceberg di una società marcia nel midollo, non per un’alternativa che manca, una classe dirigente fossilizzata e facce mai nuove, ma per noi, per la nostra dignità e per il nostro futuro. Possiamo ancora aspettare quel messia che tanto si decanta, colui, o coloro, che trascineranno l’Italia fuori dal pantano, ma capiremo probabilmente troppo tardi che la nostra è stata un’attesa vana, triste epilogo di una passività che ci piega alle logiche del momento.

Annunci

3 commenti

Archiviato in Discutendo

3 risposte a “Il fallimento (?) dei movimenti

  1. And I was just woninrdeg about that too!

  2. What’ѕ up, yes tһis article is actually nice and
    ӏ have learned lot of things from it on the toріc of blogging.

    thanks.

  3. Ho leggere alcuni buono roba qui. Sicuramente valore bookmarking per rivisitare.
    I meraviglia come tanta sforzo imposti a rendere questo tipo di grande
    informativo sito . Maramures Grazie, buona giornata!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...