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	<title>Il Caffé</title>
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		<title>Perché gridare, Amnistia!</title>
		<link>http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/12/08/perche-gridare-amnistia/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 13:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescosalonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Saverio Salonia Torniamo ancora una volta sulla tematica delle carceri e della inefficienza della macchina della giustizia nostrana. Ci torniamo proprio in questi giorni in cui l’Unione Europea condanna nuovamente l’Italia per via della sua particolarissima posizione in tema &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/12/08/perche-gridare-amnistia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=649&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Francesco Saverio Salonia</em></p>
<p><strong>Torniamo ancora una volta sulla tematica delle carceri</strong> e della inefficienza della macchina della giustizia nostrana. Ci torniamo proprio in questi giorni in cui l’Unione Europea condanna nuovamente l’Italia per via della sua particolarissima posizione in tema di responsabilità civile dei magistrati. Ci torniamo principalmente perché la scorsa settimana a Roma si è tenuto il 44° Convegno del Seac, organo che riunisce e coordina tutte le realtà di volontariato attive nelle carceri sul territorio Italiano. In questa occasione sia il presidente della Repubblica, sia il vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti sono tornati a parlare della tragica situazione di sovraffollamento e mala gestione dei nostri istituti di pena.</p>
<p><strong>L’emergenza in realtà è duplice</strong>. Se le carceri da un lato stanno esplodendo, dall’altro vi è la pachidermica ed ipertrofica bestia processuale Italiana, che ha raggiunto una dimensione spropositata ed una dinamicità inesistente. I dati del 2009 ci dicono che abbiamo ancora pendenti 3,2 milioni di processi civili e quasi 5,5 milioni di processi penali. In totale, quasi 10 milioni di processi ancora in corso. Con ottimismo, possiamo pensare che per ogni processo sia imputata una sola persona e, sempre col sorriso sulle labbra, possiamo ipotizzare una sola vittima. Anche con questa rosea prospettiva, sappiamo che 20 milioni di persone in questo momento stanno avendo a che fare con una realtà processuale. Si tratta di un terzo della popolazione Italiana. Un processo civile, tra primo e secondo grado, dura in media 2469 giorni, ossia più di 6 anni. Un processo penale, tra primo e secondo grado di giudizio ne dura invece 1156, ossia più di 3 anni. Abbiamo già riflettuto indirettamente su cosa vogliano dire questi dati, coniugati con l’abuso di carcerazione preventiva posto in atto nel nostro paese e cioè un periodo supplementare di detenzione per gli imputati senza una sentenza passata in giudicato. Per le vittime significano risorse sprecate in termini di denaro, energie, tranquillità e fiducia nella capacità dello Stato di dirimere i conflitti tra cittadini. Per via di questo impianto ormai incancrenito ed incapace di correggersi dal suo interno, vanno in prescrizione ogni anno 170.000 processi. Alcuni chiamano questo fenomeno Amnistia di Classe, perché coloro che possono permettersi una buona difesa riescono con più probabilità ad oltrepassare i termini della prescrizione. Insomma, sia il sistema carcerario che quello giudiziario sono impaludati i uno status di evidente, sistematica, cronica ed ignorata violazione dei diritti civili e talvolta persino umani degli imputati, delle vittime e dei detenuti.</p>
<p><strong>Questa situazione di profonda inefficienza ed inefficacia</strong> di entrambi i sistemi ha anche un ragguardevole peso sull’economia del paese. Per il sistema carcerario sono stati stanziati nel 2010 più di 2,7 miliardi di Euro (in diminuzione), mentre ogni anno lo stato spende più di 4 miliardi per tenere in funzione il sistema giudiziario (il 70% in stipendi). Io mi auguro che un profondo intervento volto a risanare le storture riscontrabili in questo ambito sia identificato come assolutamente necessario e che gli venga assegnata una congrua priorità. Giorgio Napolitano ha parlato di “Strumenti Straordinari” per far fronte all’emergenza.</p>
<p><strong>A mio avviso l’unica vera medicina somministrabile si compone di due ingredienti</strong>, entrambi essenziali per la buona riuscita della terapia. Il primo è senz’altro un provvedimento di Amnistia, indirizzato ad una categoria di reati da identificare con cura, ma nella quale dovrebbero senz’altro figurare i piccoli reati di droga, prominenti nel nostro paese, come pure i piccoli furti e le violazioni per cui la pena massima non ecceda i 3 anni. Questo tipo di intervento avrebbe un duplice scopo. Il primo sarebbe quello di ridimensionare la popolazione carceraria, in modo da rendere nuovamente o forse per la prima volta possibile un percorso rieducativo strutturato e pianificato, volto ad abbattere gli altissimi tassi di recidiva. Il secondo sarebbe la drastica diminuzione dei processi ancora pendenti (l’Amnistia, al contrario dell’Indulto, non prevede la semplice scarcerazione ma l’estinzione del reato o della sua ipotesi), di modo che giudici e magistrati possano avere uno spazio di manovra, ad oggi inesistente, per riorganizzare il proprio lavoro ed impedire un nuovo accumulo di procedimenti.</p>
<p><strong>Il secondo ingrediente</strong> è una riforma strutturale dell’ordinamento penitenziario e di quello giudiziario, senza la quale a pochi mesi dall’amnistia ci ritroveremmo nella stessa identica situazione di partenza. Un primo passo sarebbe quello di spronare i magistrati ad adoperare la carcerazione cautelare con più parsimonia, eventualmente modificandone i prerequisiti previsti dalla legge. Certamente il maggiore sforzo và compiuto spostando radicalmente l’attenzione dal carcere verso la sempre più diffusa e promettente realtà delle misure alternative di pena. Si tratta degli arresti domiciliari, ma non solo, si parla anche e soprattutto di affidamento in prova e semilibertà. Queste misure si sono rivelate negli ultimi anni molto efficaci sia dal punto di vista della bassa recidiva, sia da quello dei successi nel reinserimento nel mondo del lavoro. Senza contare che un condannato in più alle misure alternative significa un prigioniero in meno nelle carceri, il che significa meno spesa pubblica, più spazio nelle strutture, più risorse e capacità di recupero per i reclusi. Parallelamente sarebbe auspicabile porre in atto diversi interventi volti alla riduzione del numero e nei tempi dei processi, soprattutto di quelli penali. A questo proposito si è spesso parlato di depenalizzare una vasta gamma di reati meno gravi, prevedendo per essi una sanzione di tipo amministrativo pecuniario. Il riferimento più immediato anche qui è all’indirizzo dei reati di droga.</p>
<p> <strong>Ma la verità è che per snellire l’iter processuale si devono conoscere le cause della sua deriva</strong>. Il problema più grande da questo punto di vista è che non esistono centri studi od osservatori permanenti che monitorino queste attività e restituiscano agli addetti ai lavori delle analisi, che mettano in luce le cause scatenanti di tanti ritardi e tanti affastellamenti. Esistono solo elucubrazioni giornalistiche e politiche, entrambe parziali ed interessate, che attribuiscono la colpa dei  troppi e troppo lunghi processi ora all’elevato numero di avvocati e alle loro presunte pratiche disoneste, ora all’inettitudine dei pubblici ministeri o alla pigrizia dei giudici. Ciò che serve invece è un’analisi tecnica e rigorosa che individui i nodi focali su cui mettere le mani. Amnistia e riforme strutturali sono un binomio indivisibile, la prima non può produrre effetti di lungo termine senza le seconde, come queste ultime non possono essere seriamente pensate, pianificate e messe in atto senza la prima.</p>
<p> Il nuovo ministro della giustizia Paola Severino ha dichiarato che per ora esclude categoricamente provvedimenti di Amnistia e Indulto. Nessuna alternativa è stata contestualmente avanzata.</p>
<p>Non c’è da essere ottimisti.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/649/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=649&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Libertà e coscienza</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 12:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Mazzucco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[lucio magri]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio assistito]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessio Mazzucco A seguito del suicidio assistito di Lucio Magri in una clinica svizzera, ho trovato un articolo interessante di botta e risposta tra Travaglio e Flores d&#8217;Arcais su Il Fatto Quotidiano. L&#8217;ho postato sulla mia pagina facebook e si &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/12/05/liberta-e-coscienza/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=644&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alessio Mazzucco</em></p>
<p>A seguito del suicidio assistito di Lucio Magri in una clinica svizzera, ho trovato un articolo interessante di botta e risposta tra Travaglio e Flores d&#8217;Arcais su <em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/il-medico-salva-non-uccide/174643/#.TtuNbFZIAwE.facebook">Il Fatto Quotidiano</a>. </em>L&#8217;ho postato sulla mia pagina facebook e si è sviluppato un secondo dibattito con un amico. Posto di seguito la mia risposta, sperando che la discussione non si fermi alla mia bacheca! (Naturalmente quello che leggerete di seguito è solo un commento, non un articolo completo, quindi sono solo, a mio avviso, spunti di riflessione)</p>
<p>&#8220;Prima di parlarne nelle sedi legislative trovo opportuno parlare in ambito sociale per creare dibattito tra i cittadini. E&#8217; più sano che altro. Per quanto riguarda il tema specifico, non lo considererei semplice. Personalmente, mi sento liberale nel dire che la persona appartiene solo a se stessa, sue sono le scelte e sua la libertà. Di per sé, infatti, non condanno il suicidio. Se uno vuole togliersi la vita è OVVIO che cercherei di dissuaderlo, ma una volta compiuto l&#8217;atto non mi permetterei mai di criticarlo per nessuna ragione (nessuna!!!), qualunque essa sia, che ci sia o no. Di per sé, la tematica che Travaglio mette in luce è un&#8217;altra. Lui non scrive che il suicidio è sbagliato in quanto tale. Certo, se uno può evitarlo è meglio, ma ognuno è libero di far quel che crede. Il problema è l&#8217;intervento dello Stato (nella figura del legislatore) e del medico come terza persona. Il suicidio assistito sarebbe legalizzare il fatto che, su richiesta personale, un uomo tolga la vita ad un altro uomo. Questo mi lascia perplesso. Non mi addentrerei nel giuramento di Ippocrate dei medici <em>(vedi articolo di Travaglio) </em>più che altro perché credo più alla coscienza delle persone e alla loro capacità di giudizio che ad un giuramento pronunciato ad alta voce.</p>
<p>Un&#8217;ultima domanda che ci possiamo porre è: legalizzare il suicidio assistito non è una sorta di arresa dello Stato per non essere stato in grado di creare una società nella quale ogni persona possa trovarsi a proprio agio senza essere spinta a togliersi la vita? Potrebbe essere un punto di discussione. A questo punto, forse, si potrebbe legalizzare il veleno utilizzato, così che ognuno possa togliersi la vita fai-da-te, perché no?</p>
<p>Un ultimo pensiero. Il suicidio è una scelta estrema perché mette in gioco tutto l&#8217;essere della persona. E&#8217; giusto, quindi, gettar via la propria responsabilità nell&#8217;atto per affidarla ad un altro? Se uno vuole tagliarsi le vene ai polsi perché deve chiedere ad un amico di farlo al posto suo?</p>
<p>La libertà è personale e il mio io mi appartiene. Proprio per questo, IO sono responsabile del mio corpo e della mia coscienza. A libertà equivale responsabilità. Non rinuncerei mai alla prima, a costo del peso che comporta la seconda. E questi sono solo pensieri. Ripeto, il tema mi lascia perplesso. E un&#8217;ultima cosa: non confondiamo suicidio assistito con eutanasia e testamento biologico. Sono argomenti ben distinti.&#8221;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/644/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=644&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La politica è rimasta a guardare</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 09:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Mazzucco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
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		<description><![CDATA[Alessio Mazzucco Come titolano i giornali di oggi, è in arrivo una botta da 24 miliardi di euro. Oggi era il giorno della rivelazione, e stamattina blog e giornali fanno sfilare sotto i nostri occhi le cifre e i dettagli &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/12/04/la-politica-e-rimasta-a-guardare/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=642&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alessio Mazzucco</em></p>
<p>Come titolano i giornali di oggi, è in arrivo una botta da 24 miliardi di euro. Oggi era il giorno della rivelazione, e stamattina blog e giornali fanno sfilare sotto i nostri occhi le cifre e i dettagli della manovra d&#8217;emergenza che dovrebbe salvare l&#8217;Italia e l&#8217;Europa dalla catastrofe.</p>
<p>Il mondo politico, per ora, resta a guardare. Consapevoli del proprio fallimento, di vent&#8217;anni di riforme mancate e del baratro lungo il quale ci hanno condotti in tempo di crisi, i partiti aspettano, lasciano che sia il tecnico ad andare avanti, magari buttano lì sul piatto qualche slogan giusto per dire &#8220;siamo ancora qui, siamo vivi!&#8221;. Patetici. Vi consiglio di fare un giro sui siti dei partiti principali. Da Sel al Pdl, tutti in fila, a trattenere il fiato aspettando che passi la mareggiata. Già, perché dopo questa manovra chi raccoglierà i pezzi in cui si è disgregata la società per proporre un nuovo programma di riforme politiche? Chi andrà dai contribuenti su cui ricadrà ancora il prelievo a domandare ancora il voto? Le perplessità spuntano ovunque, da Alesina e Giavazzi che commentano con un secco <a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_dicembre_04/alesina_giavazzi-presidente-cosi-non-va_0205d1da-1e50-11e1-b26c-4b15387dad1c.shtml">&#8220;Caro presidente no, così non va&#8221;</a> sul Corriere a <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/una_pioggia_tasse_strada_piu_facile/03-12-2011/articolo-id=560356-page=0-comments=1">Vittorio Feltri</a> e <a href="http://www.linkiesta.it/anche-monti-punisce-chi-le-tasse-le-paga-gia">Linkiesta.it</a> che sottolineano come la manovra ricada su chi le tasse le ha sempre pagate. E se ne potrebbero citare altri. Come dargli torto?</p>
<p>Ma del resto, come criticare Monti? Abbiamo perso talmente tanto e per troppo tempo l&#8217;idea di cosa stesse accadendo all&#8217;Italia inseguendo barzellette e figuracce, che forse non ci rendiamo davvero conto della situazione in cui siamo. Da qualche parte i soldi devono saltar fuori per fronteggiare un debito mostruoso. I partiti lo sanno e per questo tacciono: sanno che qualcuno doveva sacrificarsi per rimettere in sesto la situazione, sanno che c&#8217;è poco da fare al livello critico in cui eravamo giunti. Le proposte quindi languono, e con loro lo spirito d&#8217;iniziativa di una casta disorientata dalla fine dell&#8217;avventura del Berlusconismo, incapace ancora di rimettersi in marcia verso nuovi orizzonti.</p>
<p>E la società che dice? Trattiene il fiato o forse è semplicemente disorientata? Il sistema-mondo cambia, l&#8217;Europa perde pezzi e credibilità, indignati scendono in piazza in tutti i paesi occidentali e occidentalizzati domandando perché siamo noi a dover pagare gli errori e le miopie di altri. Bloccati dall&#8217;inutile dibattito sul tecnico sì/tecnico no ci siamo persi le violenze della polizia americana, la cacciata del movimento Occupy dalle principali città statunitensi, le manifestazioni anti-Monti e anti-banche che uniscono le frange estremista della sinistra extra-parlamentare e della destra<a href="http://www.linkiesta.it/casa-pound-sfila-napoli-monti-e-le-banche-il-nostro-nemico"> Ezra-Poundiana</a> (Napoli, 28 novembre).</p>
<p>La politica dovrebbe farsi portatore di interesse, lettrice delle dinamiche sociali ed economiche che investono il Paese, dovrebbe proporre il futuro e la direzione in cui volgere il cambiamento. Al momento, è proprio la politica la grande assente dalla scena.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/642/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=642&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ancora sull&#8217;evasione: commenti</title>
		<link>http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/12/03/ancora-sullevasione-commenti/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 13:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescosalonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>

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		<description><![CDATA[  Francesco Saverio Salonia Premettiamo che il prezzo di mercato di un bene o servizio è un concetto assai sfuggente in concreto. Il medico di base ti fa pagare la visita medica 30 Euro. Dentro questo prezzo cosa c’è? I &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/12/03/ancora-sullevasione-commenti/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=636&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong> </p>
<p><em>Francesco Saverio Salonia</em></p>
<p><strong>Premettiamo che il prezzo di mercato di un bene o servizio è un concetto assai sfuggente in concreto.</strong> Il medico di base ti fa pagare la visita medica 30 Euro. Dentro questo prezzo cosa c’è? I costi complessivi che il medico deve sostenere per svolgere la visita, più una quota d’ammortamento dei costi fissi (studio medico, apparecchiature etc…) più un mark-up che è quello che gli garantisce la “giusta remunerazione” del suo capitale, che è un capitale umano accumulatosi dopo anni di studio e pratica della professione. Non solo, temo. Credo che ci sia già una quota di tasse sul suo reddito che egli scarica sui suoi utenti, quanta? La valutazione è quasi impossibile. Ma lasciamo perdere almeno per ora. Ipotizziamo che il mondo inizi adesso e che sia un mondo senza tasse.</p>
<p><strong>Se queste vengono introdotte</strong>, il medico può rispondere con un aumento arbitrario dei prezzi esattamente pari all’ammontare della nuova tassa, e quindi la prestazione medica me la offre a 40.  Ma se quel 40 comprende già le tasse introdotte adesso, alla fine della fiera nelle sue tasche entrerà esattamente lo stesso profitto di prima. A queste condizioni è poco probabile la domanda 40 con fattura o 30 senza, perché lui è del tutto indifferente tra la prima e la seconda opzione.  La domanda sensata diventa 40 con fattura o 32 senza? Se rispondere fattura alla prima domanda avrebbe comportato l’acquisto del bene al “prezzo di mercato” (ammesso e non concesso che questa grandezza sia identificabile) e conseguentemente il pagamento da parte mia di tutte le nuove tasse del medico, rispondere niente fattura alla seconda domanda comporta qualcosa di ancora diverso.</p>
<p><strong>Noi pagheremmo il bene ad un prezzo maggiorato</strong> rispetto a quello di mercato e quel surplus di 2 unità diventerebbe di fatto una tassa calmierata che staremmo pagando non allo stato, bensì al medico stesso. Non possiamo neanche essere troppo ottimisti nel credere che là fuori da qualche parte ci sia un medico/agente razionale (dato che siamo nell’ambito della riflessione sugli incentivi duri e puri) che ti offra 30 con fattura, perché è vero che attirerà qualche cliente in più, forse, ma il peso fiscale che dovrà sostenere su ognuno di loro difficilmente gli permetterà un bilancio positivo. Certo, proporre 30 senza fattura, anche se equivalente per ogni singola prestazione a 40 con fattura, comporterebbe un&#8217;attrattiva maggiore per i clienti, tuttavia nei casi dei liberi professionisti sappiamo come le dinamiche interne agli ordini promuovano comportamenti collusori sui prezzi.</p>
<p><strong>Io abbraccio del tutto la logica</strong> secondo la quale se un cittadino già paga le tasse che gli spettano, non vedo perché dovrebbe pagare le tasse altrui, anche se questo significa che le tasse altrui non le pagherà nessuno. Credo che si possa scegliere di aderire ad una posizione del genere senza essere additati come delinquenti. Quello che sottolineo è l’importanza di conoscere le conseguenze delle proprie azioni. Quando non si sceglie la fattura, si rifiuta di pagare una parte grossa delle tasse altrui allo stato, accettando in cambio di pagare una parte piccola di queste tasse a colui che comunque non le pagherà allo stato. Questo è il vero trade-off a mio avviso.</p>
<p><strong>A volte, molte volte, è ancora peggio di così</strong>, perché al bar scontrino o sconto non te lo chiedono affatto e dubito che applichino prezzi più bassi perché prevedono che emetteranno meno scontrini del dovuto, traslando un po’ di tasse evitate in sconticini per gli avventori. Dunque bisogna essere almeno consapevoli che per ogni birra senza scontrino stai pagando tutte le tasse che il barista dovrebbe allo stato, solo che le stai pagando al barista stesso. Ciò non toglie che qualcuno possa scegliere di non iniziare un’ infervorata lotta alla richiesta dello scontrino o una selvaggia campagna di segnalazione alla finanza, perché è legittimo credere, come credo anche io, che un asfissiante controllo sociale non sia uno strumento efficace nel lungo periodo. Tuttavia bisogna sapere perfettamente quanto consegue dal nostro comportamento.</p>
<p>(Ho scelto di pubblicare questo commento al precedente articolo di Alberto come un pezzo a parte, perché si è sviluppato molto nel corso della stesura. Stiamo naturalmente seguitando nel solco di un’analisi assolutamente qualitativa, con esempi che lasciano il tempo che trovano. Nonostante ciò qualche spunto penso ci sia.)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/636/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=636&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ancora sull&#8217;evasione</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 01:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Grillo La tesi di Francesco, condivisa da Alessio, per come l’ho capita io è la seguente: è importante quando si parla di evasione fiscale considerare anche tutti quei comportamenti che, pur non configurandosi come effettivi atti di evasione, alimentano &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/12/01/ancora-sullevasione/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=631&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alberto Grillo</em></p>
<p>La tesi di Francesco, condivisa da Alessio, per come l’ho capita io è la seguente: è importante quando si parla di evasione fiscale considerare anche tutti quei comportamenti che, pur non configurandosi come effettivi atti di evasione, alimentano il fenomeno in una misura di gran lunga maggiore di quanto la stessa sia percepita dall’opinione pubblica. Ritengo la proposizione vera ma non condivido la conseguenza di vedere come soluzione al problema la massima “chiedi sempre lo scontrino al bar!”. E contribuirò alla discussione esprimendo una posizione diversa, basata sull’idea che non ha senso concentrarsi sulla decisione del cliente di chiedere o meno la fattura perché il contesto in cui il cliente deve prendere tale decisione è distorto. Bisognerebbe invece concentrarsi su come evitare che il cliente debba prendere una simile decisione.</p>
<p>Se le tasse sono ufficialmente pagate dalle imprese che vendono beni e servizi, sappiamo che l’effettivo peso ricade sul consumatore e/o sull’impresa in un rapporto che dipende dall’elasticità della domanda al prezzo. Se viene introdotta una tassa su un bene o servizio la cui domanda è rigida (esempio famoso, la benzina), sarà il consumatore a pagare effettivamente, perché l’impresa non dovrà fare altro che aumentare il prezzo dello stesso ammontare della tassa, contando sul fatto che la domanda non diminuirà. Se invece la domanda è molto elastica sarà l’impresa a dover farsi carico della tassa, poiché ogni tentativo di aumento dei prezzi si scontrerà con un calo della domanda. Fatto il dovuto ripasso, è ovvio che l’evasione sarà tanto più attraente per le imprese che operano in settori in cui la domanda è molto elastica. E per arrivare al nocciolo della questione farò un esempio. Consideriamo Mister X che vende il bene o servizio x (pensate a ciò che volete: un massaggio con mirabolanti tecniche di origine orientale, una consulenza legale, l’asportazione di un dente del giudizio, ma anche un paio di pantaloni). Supponiamo che data la domanda particolarmente elastica, Mister X riesca a scaricare sul consumatore solo il 20% di un’eventuale tassa. Pensiamo ad una tassa di 100 euro e mettiamoci nei panni del cliente che dopo aver ricevuto il bene o servizio da Mister x si sente dire “sono 400 euro con fattura o 300 euro senza”. Se il prezzo medio di mercato senza tassa è effettivamente 300 euro, il cliente si aspetterebbe dopo l’applicazione della tassa di trovare un prezzo più o meno pari a 320 euro. Vorrebbe sentirsi dire “Sono 320 euro, ecco la fattura” e invece viene interrogato: “300 o 400?” Che fare?</p>
<p>Dovrebbe pensare:“ Pago 400 euro, perché le tasse si pagano e la prossima volta vado da un altro che mi farà pagare 320 euro, così nel medio periodo la concorrenza si mangerà quel furbacchione di Mister X, che voleva evadere. Magari ci metto un po’ a trovarlo quest’altro, perché i primi 5 che vado a trovare mi fanno la stessa domanda, e io pago ogni volta i 400 euro. E poi mi deve anche andar bene che, quando lo trovo, lo trovo bravo come quello che era molto bravo ma mi faceva quella maledetta domanda sulla fattura. E se non è bravo giro ancora, tanto ho tempo e costi di trasporto piuttosto bassi. E poi sono convinto che anche tutti gli altri clienti di Mister X faranno come me, così effettivamente un domani verrà mangiato dalla concorrenza. Andrà così.” Certo, caro cliente, supponiamo anche che vada così: ma tu, esattamente, che cosa hai fatto pagando 400 euro a lui e a tutti gli altri che sei andato a trovare? Hai fatto il bravo cittadino e gli hai fatto pagare le tasse? Assolutamente no. Gli hai pagato le tasse, che è diverso. Perché pagando i 400 euro, le sue tasse le hai pagate tutte tu, non è che gliele hai fatte pagare. Con l’idea che il tuo “sacrificio”, se unito a quello di altri, possa evitare in futuro di sentirsi fare la domanda.</p>
<p>La volta in cui mi è capitato di dover pagare le tasse, quando ho comprato un motorino usato e dovevo dichiarare quanto l’avevo pagato, le ho pagate tutte. A malincuore, perché mi hanno chiesto un sacco di soldi. Ma con l’idea che lo stato e la società necessitano per andare avanti del contributo di tutti, ognuno per la sua parte. E già questo, di fronte ad un sistema che ti chiede tanto e ti dà poco, è a volte difficile da digerire. L’idea che qualcuno non paghi le tasse non riesce proprio a farmi venire voglia di pagarle io per lui, al massimo potrebbe farmi pensare che non ha senso che io paghi credendo nel valore della comunità se parte della comunità non fa altrettanto.</p>
<p>La domanda “300 o 400 con fattura?” è una domanda che non va fatta, perché costringe a scegliere in un contesto già distorto, in cui devi necessariamente scegliere se pagare più o meno dell’ipotetico prezzo di mercato. E nei fatti chiede a te (che magari paghi le tue) di pagare le tasse di altri che non le vogliono pagare. E che almeno nel breve periodo (sempre che nel medio, siccome hanno fatto tutti come il nostro cliente, Mister X abbia dovuto cambiare approccio) continueranno a non pagarle. Mi sembra come dire che bisogna aumentare le tasse perché la troppa evasione non permette di raggiungere un determinato gettito. Il risultato è che paga di più chi già prima pagava.</p>
<p>La prossima volta che mi chiederanno: “300 o 400?” (chiedendomi dunque: “Vuoi che paghi le tasse? Bene, pagamele tu!”) io non avrò dubbi: 300 (intendendo: “Col cazzo! Le tue tasse se vuoi te le paghi tu! Io mi pago le mie e non mi sento in colpa se mi fai guadagnare 20 euro.”). Pagare le tasse è un atto di rispetto verso la propria società, di condivisione dei valori di appartenenza. Ma il mio rispetto verso la società si misura esclusivamente su quanto pago delle tasse che spettano a me pagare. Non mi si può chiedere di mostrare rispetto pagando le tasse di chi non vuole mostrarlo. Credo che la lotta all’evasione vada fatta con una giusta combinazione di minori tasse, maggiori controlli e maggiore investimento nella scuola e nell’educazione civica. Non predicando di chiedere sempre la fattura. E’ eccessivo richiedere di aver un tale senso dello stato da farsi carico di chi di fronte alle parole senso dello stato si fa spesso quattro risate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Piccola nota di fondo: L’esempio è sicuramente approssimativo, una buona analisi microeconomica dovrebbe considerare curve di domanda, costi e quantità oltre ai prezzi, per poter comparare i due equilibri. Ho ritenuto sufficiente dare l’intuizione. Inoltre è volutamente esagerato. Ovviamente chiedere lo scontrino al bar non implica ciò che ho scritto sopra, anche se in altre situazioni lo sconto che ti propongono è così elevato da far pensare che la situazione sia proprio quella da me descritta. Infine, per onestà intellettuale, ammetto di aver dato, più di una volta, ripetizioni di matematica, tutte rigorosamente in nero!)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/631/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=631&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Evasione, che disgrazia!</title>
		<link>http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/17/evasione-che-disgrazia/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Mazzucco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[fattura]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[liberi professionisti]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[scontrino]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessio Mazzucco Ho apprezzato molto l&#8217;articolo di Francesco. Partendo dal presupposto che l&#8217;evasione fiscale DEVE essere abbattuta, non so quanto sia praticamente possibile. Fate una piccola ricerca su internet, così, per avere qualche dato alla mano. Vi aggiungo di seguito &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/17/evasione-che-disgrazia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=622&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alessio Mazzucco</em></p>
<p>Ho apprezzato molto l&#8217;articolo di Francesco. Partendo dal presupposto che l&#8217;evasione fiscale DEVE essere abbattuta, non so quanto sia praticamente possibile. Fate una piccola ricerca su internet, così, per avere qualche dato alla mano. Vi aggiungo di seguito questo <a href="http://www.corrierecaraibi.com/FIRME_AMezzano_110822_Evasione-Fiscale-2011.htm">link</a> che ho trovato estremamente interessante.</p>
<p>Al 2011 abbiamo un totale di 180,3 miliardi di euro sottratti allo Stato (cento-ottanta miliardi!!!). Di questi mi soffermerei su: piccole imprese e lavoratori autonomi (per avere un&#8217;idea, quelli a cui non chiediamo lo scontrino per incuria, pigrizia, fretta, poca voglia o, più banalmente, per uno sconto) con 8,2 miliardi di euro; economia criminale per il controllo del territorio, 78,2 miliardi; economia sommersa, 34,3 miliardi. Mancano le società di capitale e le Big Company, con quasi 50 miliardi di euro evasi in totale, ma al momento le lascerei fuori. Scarterei dall&#8217;analisi anche l&#8217;economia criminale; è un problema davvero troppo complesso per affrontarlo qui. Cosa rimane? Piccole imprese e sommerso, per un totale di 42,5 miliardi.</p>
<p>42,5 miliardi. Lacrime e sangue per recuperarne una ventina in finanziaria e con le due sole voci riportate sopra superiamo il doppio. Chi è puro di cuore, chi è senza peccato, scagli la prima pietra. In effetti chi di noi non ha mai (come diceva Francesco, MAI, ma proprio M-A-I) lasciato perdere lo scontrino al bar, al mercato o in qualsiasi altro negozietto in cui siamo passati di fretta? Secca però, perché con 8,2 miliardi avremmo risolto i problemi dell&#8217;università (si protestava per un taglio lineare di 1,5 miliardi l&#8217;anno), magari rimesso in sesto qualche scuola in giro per l&#8217;Italia e cose del genere. L&#8217;economia sommersa ci darebbe 34,3 miliardi all&#8217;anno. Una bella cifra. E&#8217; anche vero che un affitto in nero è più comodo se uno si sposta frequentemente o non ha abbastanza soldi per metterlo in regola o che un lavoretto part-time potrebbe risolvere molti problemi senza lambiccarsi troppo tra fisco e burocrazia. Diciamolo, se da un lato l&#8217;evasione ci scorre nelle nostre vene italiche (vai a dire ad uno svedese o a un tedesco di non pagare le tasse), dall&#8217;altro siamo immersi in un tessuto sociale ed economico che, ahimè, lascia fin troppe scuse e scappatoie per fregare il fisco una, due, dieci volte dicendo &#8220;tanto lo fan tutti&#8221;.</p>
<p>E mentre la pressione fiscale del paese supera quota 45% dei nostri redditi, pochi si soffermano a chiedersi su chi pesa l&#8217;intero onere della macchina statale. Abbiamo, sulla carta, un welfare da paese scandinavo e in pratica un colabrodo mal rattoppato che ogni anno chi non può evadere si ritrova a sostenere (penso ai dipendenti pubblici, lavoratori dipendenti in regola, pensionati). Le strade sono due: o rivediamo il sistema welfare, o il sistema fiscale. Delle due l&#8217;una, <em>aut aut</em>, nessuna terza via.</p>
<p>Il centrodestra berlusconiano aveva bocciato l&#8217;idea del governo Prodi di obbligare a pagamenti rintracciabili somme oltre i 100 euro. Mani nelle tasche degli italiani, Grande Fratello, soviet, ecc&#8230; la retorica era sempre la stessa; con una legge del genere, però, avremmo cominciato a raccattare un po&#8217; d&#8217;evasione dai lavoratori autonomi (liberi professionisti ad esempio). Qualcuno un giorno ha proposto un sistema &#8220;all&#8217;americana&#8221;: si può dedurre quel che si consuma; in breve, da ogni scontrino si può dedurre una percentuale dal proprio imponibile, diminuendo la pressione dell&#8217;IVA sui consumatori e incentivando la richiesta di scontrini e fatture. La proposta si è volatilizzata. Qualcun altro proponeva un sistema alla francese di coefficienti familiari (ogni membro della famiglia ha un coefficiente con cui viene diviso l&#8217;imponibile, segue applicazione dell&#8217;aliquota e rimoltiplicazione per il coefficiente familiare) che avrebbe portato una diminuzione della pressione per famiglie allargate. Mai più visto né sentito. E queste sono solo alcune proposte vaganti saltate fuori negli ultimi anni. Allego un altro articolo di seguito, da <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002656.html">lavoce.info</a>. La speranza è che il governo Monti si lanci immediatamente sul tema dell&#8217;evasione prima che il Paese sia costretto a rinunciare a quanto di socialmente utile lo Stato produce (istruzione pubblica, sanità, &#8230;).</p>
<p>Concludendo, non credo si possa mai far leva sull&#8217;etica personale degli individui e dire, come fece giustamente a suo tempo Padoa Schioppa, che le tasse sono belle da pagare. L&#8217;unico strumento al di fuori degli incentivi, delle regole e della struttura del prelievo fiscale, è cercare di far comprendere a chiunque non chiede scontrino e fattura che nel momento stesso in cui paga la prestazione, sta pagando le tasse per le scuole, per le strade, per gli ospedali anche per il ricevente. Forse, con questa idea ben piantata nella testa, qualcuno comincerà a chiedere più spesso lo scontrino.</p>
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		<title>L&#8217;evasione più pericolosa</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescosalonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francesco Saverio Salonia In quest’ultima settimana il caso ha voluto che mi trovassi immischiato in diverse discussioni circa il problema dell’evasione fiscale in Italia. Discorsi accalorati, come solo quelli tra persone genuinamente preoccupate dal fenomeno sanno essere.Nei dibattiti tra amici &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/16/levasione-piu-pericolosa/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=616&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Francesco Saverio Salonia</em></p>
<p>In quest’ultima settimana il caso ha voluto che mi trovassi immischiato in diverse discussioni circa il problema dell’evasione fiscale in Italia. Discorsi accalorati, come solo quelli tra persone genuinamente preoccupate dal fenomeno sanno essere.Nei dibattiti tra amici sull’evasione fiscale due sono a mio avviso gli aspetti salienti, uno di merito ed uno di metodo o di approccio, se volete.Solitamente, si concorda sempre su come evadere le tasse sia sbagliato. Sul fatto che nel nostro paese si vivrebbe assai meglio se tutti ottemperassero con diligenza ai propri obblighi in tema di fiscalità. Questa è la parte del dialogo concernente il merito.Di seguito arriva il punto di frattura, in cui le vedute spesso iniziano a divergere. Ossia quando ci confessiamo quali siano secondo noi le ragioni che spingono gli individui ad evadere, chi sia “l’evasore rappresentativo”, l’evasore mediano, iconico, quali siano i rimedi che sarebbe opportuno porre in atto, sia al livello politico, che al livello personale o della società civile, per arginare il fenomeno con efficacia. Questa è la parte del dialogo concernete il metodo.Una in particolare è la posizione che con più frequenza mi è capitato di riscontrare e per la quale non nascondo la mia antipatia E’ quella di chi osserva o più propriamente crede di osservare il problema dall’alto, dal di fuori, dall’interno di una camera di integrità a tenuta stagna. Quelli che non hanno mai evaso un centesimo. Quelli che non hanno mai abitato un appartamento senza contratto. Quelli che nel contratto di locazione, non hanno mai gonfiato la parte relativa alle “spese”. Quelli che alla domanda “fattura o sconto” hanno sempre risposto “fattura”. Quelli che non hanno mai girato con i mezzi pubblici senza il biglietto. Quelli che non si sono mai dimenticati di chiedere lo scontrino. Non la maggior parte delle volte, ma proprio Mai. Ma neanche alle bancarelle? Neanche un pacchetto di fazzoletti o un ombrello da un ambulante? Un caffè di sfuggita al mattino? Una birra smaliziata alla sera? O che so, una lezione di ripetizioni di latino e greco? No. M-A-I.</p>
<p> Ovvio che da una posizione di tale candore non possa che discendere anche un certo senso di superiorità e conseguentemente un approccio di tipo paternalistico. Esistono individui con una forte cultura della legalità ed altri, tanti, che questa cultura non ce l’hanno ed il problema risiede principalmente in questo gap da colmare. Come farlo? Prendendo esempio da noi, naturalmente. Io ti pago gli ospedali, mando tuo figlio alla scuola pubblica, quindi fammi il favore di metterti in regola con le tasse e di farmi questo scontrino e alla svelta, tu, sporco evasore. Altrimenti? Altrimenti chiamo la Guardia di Finanza. E poi vado a dormire, io si, in pace con me stesso.</p>
<p>La dipingo grottescamente, anche troppo, ma quella che ho appena descritto è una posizione estremamente diffusa e sotto ogni aspetto legittima, a mio avviso odiosa e con ogni probabilità inefficace.Lunedì  ho avuto la fortuna di assistere ad una conferenza dal titolo:”Criminalità, Economia e Legalità: il Nord e il Sud”. Una delle battute che ho trovato più significative l’ha pronunciata il Professor Donato Masciandaro, ricordandoci che le attività economiche raramente sono bianche o nere, che esiste l’economia criminale, quella illegale, quella irregolare… Ci ricordava che esiste una moltitudine polimorfa di aree grigie e che difficilmente qualcuno di noi si può tirare completamente fuori da ognuna di esse, a cominciare dal suo vivere quotidiano. “Quanti di voi camminano con la bicicletta sul marciapiede? Comprano merce contraffatta? Posteggiano in doppia fila?”, ci chiedeva.</p>
<p> Se si vuole combattere un fenomeno negativo, bisogna comprenderlo. Per comprenderlo, bisogna studiarlo. Ed il primo oggetto di studio dobbiamo essere noi stessi. Perché non si potrà mai ricercare una soluzione ad un problema se neanche si prende in considerazione l’eventualità che noi stessi potremmo esserne parte attiva e scatenante.La difficoltà nell’ammettere di essere proni ad una condotta che quando ravvisata in altri ci frustra, ci indigna e ci disgusta è oggettiva. Tuttavia sono fermamente convinto che porsi come custodi dalla legalità, adoperando un tono indignato nel fare la paternale all’evasore, non costituisca una strada proficua se si vuole operare una mediazione culturale, per quanto lenta, che contribuisca a colmare quel famoso gap. Credo invece che il problema dell’evasione, grande, media, piccola e minuscola vada in primo luogo confessato non come un male di una fazione ben definita di malvagi che delinquono e vanno mondati, bensì come una sorta di alcolismo, dal quale si comincia ad uscire solo una volta che si ammette di esserne affetti.</p>
<p> Chi evade per nessun altra ragione se non per avidità, non costituisce un problema insormontabile, perché può essere identificato, denunciato e se trovato colpevole punito. Con chi evade perché lo stato è predatore e le aliquote sono troppo alte, si può discutere, gli si possono offrire gli incentivi economici che cerca, ricercando un giusto compromesso. Chi evade piccole somme di giorno in giorno, per pigrizia, per incuria, per inedia, può lavorare sul suo modo di fare e smettere.Ma l’evasione di chi è testardamente convinto di non essersi mai sporcato le mani, nemmeno in una occasione, che lo giura e spergiura, quella, non si può davvero combattere e la natura del danno che arreca è ben diversa da quella economica.</p>
<p> Mi aspetto, dopo questa provocazione, i dovuti distinguo e le dovute aspre critiche, ben vengano.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/616/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=616&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La pavidità della politica e l&#8217;avvento dei tecnici</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 18:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Mazzucco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo tecnico]]></category>
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		<description><![CDATA[Alessio Mazzucco Inizialmente volevo elezioni immediate, poi un amico mi ha giustamente fatto notare il disastro finanziario che avrebbe investito il nostro Paese se ci si fosse decisi per le urne (dal Sole 24 ore). Dunque governo tecnico sia e &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/13/la-pavidita-della-politica-e-lavvento-dei-tecnici/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=608&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alessio Mazzucco</em></p>
<p>Inizialmente volevo elezioni immediate, poi un amico mi ha giustamente fatto notare il disastro finanziario che avrebbe investito il nostro Paese se ci si fosse decisi per le urne (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-08/goldman-sachs-ecco-come-215816.shtml?uuid=Aaa2QwJE">dal Sole 24 ore</a>). Dunque governo tecnico sia e governo tecnico sarà. Dalle ultime notizie mi è parso di capire il pieno appoggio di PD e Terzo Polo e un appoggio a tempo di Vendola e Di Pietro, più propensi a elezioni nei prossimi mesi; segue PdL in appoggio &#8220;alle loro condizioni&#8221; (leggo dal sito anche se non capisco molto bene di che stiano parlando), Lega all&#8217;opposizione.</p>
<p>Il governissimo di Monti è stato accompagnato in trionfo da buona parte del fronte anti-berlusconiano del mondo politico e dell&#8217;informazione. Corriere, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, blog e status di facebook hanno già battezzato questo esecutivo come la salvezza del Paese, il <em>deus ex machina</em> che ci trascina fuori dalla crisi, l&#8217;aiuto inatteso che segna la svolta nel dramma. La realtà è che il mondo politico delle opposizioni ha colto al balzo l&#8217;occasione per demandare ad altri (con appoggio, ma senza sporcarsi le mani) le riforme necessarie per l&#8217;Italia: parlo di patrimoniale, sacrifici, tagli e riforme impopolari che nessuno vuole avere nel curriculum prima di presentarsi alle prossime elezioni. Insomma, la politica ha fallito. E non ha fallito solamente mancando il proprio compito in questi 17 anni grotteschi di berlusconesimo e berluscanate, ma fallisce adesso, in questi giorni, incapace di riprendere in mano le redini e condurci in salvo.</p>
<p>Casini ha già detto che Monti avrà il suo appoggio fino al 2013. Io speravo che nessuno pensasse anche lontanamente di tenere un governo tecnico per più dei mesi necessari a fare le ingrate riforme. Sei mesi van bene? Otto mesi? Quanto tempo occorre a mettere in piedi un programma di lacrime e sangue (doveroso!!!!!) prima di ridare la palla al mondo politico? Non sono un vecchio relitto della retorica politichese; dico solo che, come ho già scritto varie volte, compito della politica è porsi da tramite tra la società, gli interessi espressi dagli elettori, i propri ideali e il mondo intellettuale perché decida la direzione che il Paese vuole intraprendere; e, un piccolo dettaglio, deve rappresentare noi tramite elezioni. Non è quel che accade con questo governo. Monti non è stato eletto, non ha espresso un programma ad alcun elettore, eppure è stato accompagnato in trionfo tra rami d&#8217;ulivo al grido di &#8220;Alleluia! E&#8217; arrivato il salvatore!&#8221;. Scherzi a parte, laddove un popolo esasperato demanda ad un gruppo di uomini scelte estreme e immediate in un momento critico della storia, io vedo il tramonto della capacità di <em>fare</em> democrazia nella sua forma di dialettica politica tra le parti. Non voglio essere tragico: nessun Cesare è appena salito al potere. Dico solo che demandare il proprio potere di cittadino senza consultazione crea un terribile precedente per la nostra coscienza sociale.</p>
<p>Vorrei affrontare un ultimo punto aiutandomi con un articolo da Linkiesta (<a href="http://www.linkiesta.it/le-ammucchiate-trasformistiche-cominciarono-con-depretis">cliccare</a> per leggere). Perché gira e rigira, l&#8217;Italia si ritrova sempre affossata nelle paludi politiche? Vedi le riforme degli anni Sessanta, i governi di emergenza nazionale negli anni Settanta, vedi i governi tecnici al crollo della Prima Repubblica. Appoggiandomi alla tematica affrontata dall&#8217;articolo de Linkiesta mi chiedo, è mai possibile che in questo Paese le parti politiche debbano sempre restare a guardare quando si tratta di tirarsi su le maniche per davvero e affrontare con coraggio la realtà? E&#8217; chiedere davvero troppo un dibattito tra parti divise dai propri valori di riferimento? Bersani scherza che non è lì a smacchiare i giaguari, ma se non prende il polso della situazione e non propone un vero PD alla guida di una coalizione e del Paese, resterà sempre una macchietta crozziana così come tutta la frantumata classe politica del parlamento.</p>
<p>Dunque, a questo punto avanti Monti e tiraci fuori da questa voragine. Ma voi, uomini radicati sulle poltrone parlamentari, non crediate di essere in salvo per i prossimi due anni e preparare con comodo la solita campagna elettorale preconfezionata. E&#8217; compito vostro metterci la faccia e assumervi le responsabilità del caso. Vi voglio svegli e pronti perché tra qualche mese pretendo elezioni e una legge elettorale che possa farmi scegliere i candidati (giusto per riassaporare il significato di democrazia), pretendo coalizioni pronte, programmi stilati e pochi tentennamenti prima di presentarsi agli elettori. Fa ridere dire &#8220;pretendo&#8221;, ma sono un cittadino e come tale mi permetto il gusto di scriverlo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/608/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=608&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Per conoscere la civiltà del tuo paese devi visitare le sue carceri</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 17:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescosalonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francesco Saverio Salonia Sul territorio Italiano esistono 225 istituti detentivi, il 34% dei quali risale a prima del 1889.Le carceri Italiane ad oggi hanno una capienza regolamentare di 45.647 detenuti. In situazioni di estrema necessità questa capienza può essere portata, &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/12/per-conoscere-la-civilta-del-tuo-paese-devi-visitare-le-sue-carceri/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=602&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Saverio Salonia</p>
<p>Sul territorio Italiano esistono 225 istituti detentivi, il 34% dei quali risale a prima del 1889.Le carceri Italiane ad oggi hanno una capienza regolamentare di 45.647 detenuti. In situazioni di estrema necessità questa capienza può essere portata, con tutti gli accorgimenti del caso, fino ad un limite massimo di 63.623 posti.Stanotte dormiranno in carcere sul territorio Italiano circa 68.000 detenuti, il 50% in più rispetto alla capienza regolamentare.Tuttavia questa non è una situazione di disagio temporanea verificatasi nell’arco degli ultimi mesi, né si prevede che venga a cessare in un orizzonte di tempo prossimo alla data odierna.A partire dal 1993 il numero dei carcerati ha sfondato la soglia dei 50.000, per non ridiscendere più sotto a tale livello, escludendo una breve parentesi di cui avremo modo di trattare.Si tratta dunque di una situazione cronica di sovraffollamento, alla quale per 20 anni non è stata prestata attenzione, all’indirizzo della quale per 20 anni non sono stati avanzati provvedimenti risolutivi.</p>
<p>Sul totale della popolazione carceraria, il 41,9% dei detenuti non ha una sentenza definitiva a carico. Il 21% è addirittura in attesa della sentenza di primo grado. Questo significa che più di 27.000 persone sono detenute in carcere senza che sia ancora stata accertata la loro definitiva colpevolezza.In Germania, Francia e Inghilterra i non condannati sono rispettivamente il 17%, il 25% e il 18% del totale dei detenuti.Questo raffronto non può che denotare un abuso sconsiderato delle misure di carcerazione preventiva da parte della nostra magistratura, tanto più scellerata ad agire in questa maniera visto e considerato l’attuale stato di sovraffollamento degli istituti.In Europa gli unici paesi che utilizzano la custodia cautelare con più disinvoltura dell’Italia sono la Turchia, l’Olanda, Malta, il Liechtenstein ed il Principato di Monaco.</p>
<p>In Italia solo il 20,9% dei detenuti ha un lavoro. In Germania la totalità dei detenuti lavora.Di quel 20,9%, la stragrande maggioranza lavora alle dipendenze dell’amministrazione carceraria, questo significa che una volta scontata la pena, perderanno il lavoro e verranno reinseriti nella società da disoccupati oltre che da pregiudicati.Una volta usciti dal carcere, il 68% degli ex-detenuti ricommettono un reato e vi ritornano.Forse sono incorreggibili o forse il quadro descritto fino ad ora è un terreno del tutto inadatto sul quale svolgere quel processo di rieducazione sancito nella Costituzione.</p>
<p> Sul totale dei detenuti, il 36% è straniero, le donne sono il 4,3 % . I tossicodipendenti ammontano al 26,8%, mentre i malati di mente sono all’incirca il 20%. Circa 14.500 dei detenuti stranieri provengono da Marocco, Romania, Tunisia e Albania. La maggior parte dei carcerati, indipendentemente dalla propria nazionalità ha tra i 25 e i 40 anni, poco meno del 95% di loro ha un titolo di studio pari alla licenza media o inferiore.</p>
<p> In carcere, dal 1998 ad oggi, sono morte ogni anno in media circa 150 persone, almeno 50 delle quali si sono suicidate. Il 30% dei suicidi avviene durante la prima settimana di detenzione, il 25% avviene una settimana prima della scarcerazione. Se un detenuto decide a pochi giorni dalla libertà di togliersi la vita, questo costituisce un fallimento non solo per il sistema penitenziario di un paese, ma per la società civile tutta.</p>
<p> Poche settimane fa, il Partito Radicale ha avanzato un provvedimento, che avrebbe previsto uno spazio dedicato all’informazione circa le condizioni delle carceri Italiane, sulle reti preposte a svolgere il servizio pubblico. Il “no” a questa proposta è arrivato deciso da parte di ogni formazione politica ed è stato taciuto dagli organi di informazione di maggiore portata. Per il Carcere, come per la Mafia, lo strumento più potente in mano ai cittadini per rendere la situazione migliore è l’informazione. Ricerchiamola e riproduciamola.</p>
<p>*Tutti i dati forniti in questo articolo sono stati reperiti dal DAP (Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria)</p>
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		<title>La Mala è a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescosalonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e con piacere pubblico.   Federica Mirto   La capitale che per anni era riuscita ad non  essere dominata dalla criminalità organizzata , sta diventando il  nuovo centro delle organizzazioni  criminali,  che in maniera subdola e quasi trasparente si stanno espandendo &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/08/la-mala-e-a-roma/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=598&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ricevo e con piacere pubblico.</em></p>
<p><em></em> </p>
<p><em>Federica Mirto</em></p>
<p><em></em> </p>
<p>La capitale che per anni era riuscita ad non  essere dominata dalla criminalità organizzata , sta diventando il  nuovo centro delle organizzazioni  criminali,  che in maniera subdola e quasi trasparente si stanno espandendo nella città eterna e nel Lazio .</p>
<p>In molti rimasero sorpresi quando nel 2009 carabinieri e guardia di finanza sequestrarono lo storico ristorante George’s a via Veneto , fu l’inizio di una serie di beni confiscati fino al Luglio scorso quando un altro storico locale “ caffè de Paris”, simbolo della dolce vita, viene sottratto all’ ndragheta . L’attività del locale non si ferma , ma rimane  attiva 18 ore al giorno , la differenza è che invece di essere controllata dalla famiglia Alvaro, viene gestita dal tribunale di Reggio Calabria.</p>
<p>Facendo parlare i numeri sono 328 i beni immobili confiscati nella Regione Lazio , si aggiungono 99 imprese sorte da attività illecite. Il bene in cui la mala preferisce investire è il mattone, per un totale di 566,3 milioni. Tanto numerosi sono i beni immobili quanto gli interrogativi sulla loro riutilizzazione. Da quello che emerge il 52, 6 % di proprietà sottratte alla malavita sono in assoluto stato di abbandono, questa peculiarità colpisce soprattutto le regioni del mezzogiorno. Il problema è dovuto, come spiega l’ex commissario per la gestione dei beni Emanuele  D’innella, alla prassi burocratica lunga, lenta  e complicata. Il professore spiega, in un’intervista rilasciata al giornale Milano Finanza , che ci sono due strade che si possono seguire. La prima,  più rapida, avviene attraverso la liquidazione dei crediti e il pagamento dei debiti, la seconda prevalentemente usata , impone il coinvolgimento dell’avvocatura dello stato e dell’agenzia del demanio. La procedura si trasforma in un ridicolo circolo vizioso, dove le competenze si delegano tra vari uffici, con la conseguenza che i beni vengono lasciati in malora e senza essere investiti in opere pubbliche o sociali.</p>
<p>Ci può ancora essere la speranza che da una piaga della nostra nazione come le criminalità organizzate ci sia un risvolto positivo, come l’impossessarci dei loro imperi materiali a favore di efficienti opere pubbliche.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/598/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=598&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Riscrivere la politica</title>
		<link>http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/08/riscrivere-la-politica/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 09:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Mazzucco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessio Mazzucco Non ci siamo chiesti per tutti questi anni cosa volesse davvero significare il termine politica? Personalmente considero due aspetti diversi della politica, l&#8217;aspetto istituzionale e quello non istituzionale. L&#8217;aspetto istituzionale è quello più visibile tramite i media, nelle &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/08/riscrivere-la-politica/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=595&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alessio Mazzucco</em></p>
<p>Non ci siamo chiesti per tutti questi anni cosa volesse davvero significare il termine politica? Personalmente considero due aspetti diversi della politica, l&#8217;aspetto istituzionale e quello non istituzionale. L&#8217;aspetto istituzionale è quello più visibile tramite i media, nelle piazze, il vertice, diciamo così, di tutte le dinamiche politiche della società; in breve, la stanza dei bottoni. La politica non istituzionale è quella della società civile e va dalle associazioni ai gruppi, ai blog ai giornali, ai siti d&#8217;informazione, eccetera. Nella retorica anti-politica, la politica istituzionale è la casta, la cricca, quel pugno di egoisti che non pensano al Paese; per contro, la società civile è bistrattata, tenuta alla larga, ritenuta <em>incapace</em> di gestire la cosa pubblica o prendere decisioni di largo respiro (D&#8217;Alema docet).</p>
<p>Abbiamo bisogno di entrambi. Da una parte, un gruppo di persone elette, scelte (magari) dal popolo, per prendersi sui gropponi la responsabilità delle scelte compiute. Dall&#8217;altra, è necessario un movimento fluido e continuo d&#8217;idee che possa portare proposte verso i vertici decisionali (la stanza dei bottoni) perché attraverso il compromesso tra le parti si giunga ad una decisione. Il ruolo della politica non è null&#8217;altro che tradurre, attraverso le lenti dei propri valori e dei propri ideali, le proposte e le spinte che arrivano dalla società, rielaborarle e presentarle perché l&#8217;intera Nazione ne prenda consapevolezza.</p>
<p>Non ho idea di come venisse considerato il partito vent&#8217;anni, trent&#8217;anni o forse cinquant&#8217;anni fa. Adesso il partito e la società civile sono recisi: il primo ha abbandonato l&#8217;impegno quotidiano per volgere lo sguardo alle istituzioni, la seconda, stufa, si è data all&#8217;antipolitica spiccia o alla consapevolezza fatalista dell&#8217;inutilità del proprio impegno. E&#8217; ora di riallacciare i rapporti.</p>
<p>Io non considero il politico portatore di un elenco completo e dettagliato di proposte per il parlamento, né posso pretenderlo. Il politico dev&#8217;essere un ascoltatore, un traduttore, qualcuno capace di sintetizzare le richieste e rielaborarle. I partiti devono essere i suoi canali, non cartelli elettorali pronti a ripresentarsi ad ogni tornata, devono essere centri di ritrovo delle parti della società (studenti, lavoratori, imprenditori, disoccupati, pensionati,&#8230;), centri di discussione ed elaborazione dove si possa entrare liberamente senza tessere, tesserine o iscrizioni, così che possano fornire gli strumenti ai politici (nelle istituzioni) per portare avanti un progetto.</p>
<p>Ad oggi accade il contrario: i partiti elaborano, propongono e vomitano sulla società il frullato delle proposte, delle correnti, dei giochi di potere e mozioni, il tutto su una società inerme e ammutolita, pronta sì a scendere in piazza quando chiamata, ma poco reattiva alla proposta dal basso. I partiti dovrebbero ripartire dalla società, dovrebbero essere i centri nevralgici di discussione politica in seno alle comunità così che ogni input periferico possa raggiungere un qualche nodo istituzionale pronto a battersi per quello in cui crede.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/595/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=595&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Alla ricerca del Matto mai trovato</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 19:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescosalonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[funari]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Matto]]></category>
		<category><![CDATA[Pannunzio]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Saverio Salonia Oggi una mia cara amica che lavora in un giornale online nato molto recentemente, ma che promette grandi cose, ha diffuso tramite Facebook un sondaggio che ha suscitato la breve riflessione che condivido su queste pagine.La domanda &#8230; <a href="http://giornaleilcaffe.wordpress.com/2011/11/04/alla-ricerca-del-matto-mai-trovato/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=585&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Francesco Saverio Salonia</em></p>
<p>Oggi una mia cara amica che lavora in un giornale online nato molto recentemente, ma che promette grandi cose, ha diffuso tramite Facebook un sondaggio che ha suscitato la breve riflessione che condivido su queste pagine.La domanda era semplice nella sua formulazione, complicatissima nella sua risoluzione: “Quale pensi sia il principale problema dell’Italia?”Le risposte disponibili erano solo 4, lode eterna alla bellezza della semplificazione! La più votata in assoluto, di gran lunga preponderante su tutte le altre era la seguente: “La mancanza di credibilità politica”.</p>
<p>La mia personale interpretazione del concetto di credibilità politica è estremamente lineare.Un soggetto politico è da considerarsi credibile se dichiara di voler proporre un certo provvedimento e di seguito lo avanza effettivamente, con l’inequivocabile intento di farlo approvare in parlamento. Tutto qui, niente sofismi o sottigliezze del mestiere. Io non so se questo sia il più grande, ma certamente la mancanza di credibilità della nostra classe politica costituisce un problema evidente.A prescindere dalle considerazioni di merito nelle quali ognuno può liberamente prodursi circa questo o quel provvedimento, la nostra politica, salvo rare eccezioni, esibisce una rilevantissima divergenza tra ciò che dichiara di voler proporre e ciò che  nei fatti porta all’attenzione delle assemblee parlamentari. Considerazioni noiosissime queste e scontate.Tuttavia, mi fanno sempre ritornare in mente una delle battute più divertenti e significative degli ultimi 20 anni. Nel 1993, Gianfranco Funari intendeva candidarsi come sindaco di Roma e quando i giornalisti gli chiedevano perché mai i cittadini romani avrebbero dovuto votarlo, lui rispondeva in questa maniera, che riporto romanzatamente:”Perché a me non me ne frega un cazzo di essere rieletto e quindi farei a Roma tutti quegli interventi dolorosissimi di cui la città ha bisogno”.</p>
<p>Ora, uno che faccia tutta questa gran fatica per costruirsi un’immagine politica forte, farsi candidare e poi farsi eleggere, solamente per poi essere odiato dalle stesse persone per le quali egli stava sinceramente lavorando, deve essere necessariamente un Matto. E dato che io credo che questi interventi dolorosi di cui parlava Funari non possano che essere interventi liberali, egli deve essere un Matto liberale. Dunque non vi stupirò dicendo che tutto ciò mi fa ricordare di un&#8217;altra grande frase, scritta nel 1951 sul Mondo di Pannunzio, da Mario Ferrara, padre di Giuliano:”I liberali hanno bisogno di un Matto”. Un matto che si trascini dietro prima i matti come lui e poi tutti gli altri, i savi e i prudenti. Un Matto che li convinca a fare cose da Matti, con conseguenze da Matti.C’è stato un momento in cui i liberali, molti liberali, hanno creduto che questo Matto, così controverso, sull’orlo dell’illegalità, fosse arrivato e si chiamasse Silvio Berlusconi. Quando sei alla costante ricerca di qualcosa di importante, a volte finisci a corto di pazienza e vuoi trovarla con talmente tanto ardore, che riesci persino ad ingannarti, a dirti che finalmente ci sei riuscito, ce l’hai fatta.</p>
<p>Evidentemente, ci eravamo sbagliati.</p>
<p>Quello che non dobbiamo permettere che accada è che questo falso Matto si porti nella tomba tutta quella carica di entusiastica ed intraprendente ricerca, tutte quelle buone idee e promesse puntualmente disattese. Non dobbiamo farci convincere che per fare cose da Matti basti una schiera di uomini morigerati ed assennati. La ricerca del nostro Matto Liberale dovrà continuare, domani come cinquant’anni fa, paziente e scrupolosa.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaleilcaffe.wordpress.com/585/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaleilcaffe.wordpress.com&amp;blog=13193483&amp;post=585&amp;subd=giornaleilcaffe&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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